F1 Red Bull, Chris Horner: “Anni fa volevamo Alonso, ma con Vettel non poteva funzionare”

Chris Horner (Getty Images)
Chris Horner (Getty Images)

Per la Red Bull questo 2015 doveva essere un anno di miglioramenti rispetto ad un 2014 che aveva visto Daniel Ricciardo protagonista di 3 vittorie ed di un 3° posto finale nella classifica piloti dopo aver battuto nettamente l’allora compagno Sebastian Vettel. Invece finora è stato un incubo, causato soprattutto dalle problematiche relative al motore Renault. A Monaco la scuderia di Woking è andata bene, ma solo grazie alla particolarità del tracciato e per Montreal è difficile attendersi conferme in positivo.

Chris Horner è da anni il team principal nell’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport ha provato ad analizzare la crisi della Red Bull ed evidenziando che è la power unit il dilemma principale: «Certo anche noi possiamo migliorare, ma il guaio è che col telaio siamo dovuti scendere a un sacco di compromessi per il motore. Sia a livello di carico aerodinamico sia di rapporti del cambio. Nelle prime gare ci siamo “sbilanciati” a favore del motore, mentre nelle ultime due siamo tornati alla normalità e si notano i progressi. Abbiamo sofferto, abbiamo già usato il quarto motore e le prestazioni non sono esaltanti. Bisogna avere pazienza perché per sistemare un telaio bastano due settimane, mentre per un motore servono sei mesi».

Smentite le voci che vogliono il team anglo-austriaco in contatto con l’Audi per la cessione della struttura sportiva: «Non ci sono trattative con l’Audi, né prospettive di vendita del team. Abbiamo un impegno con Infiniti e con Renault sino a fine 2016. Nei prossimi mesi, discuteremo con loro del futuro. Red Bull ha investito in F.1 ma vuole essere competitiva. Se Renault decidesse di andarsene, resteremmo senza motori e saremmo costretti a prendere certe decisioni».

Chris Horner non è poi stupito delle buone prestazioni di Sebastian Vettel al volante della rossa di Maranello: «La Ferrari ha fatto un lavoro super e un ottimo passo avanti dall’anno scorso. Va dato credito a Marco Mattiacci per alcuni cambiamenti, particolarmente a livello di motore. Poi Sebastian è un pilota di classe mondiale».

Infine il dirigente della scuderia di Milton Keynes ha così risposto alla domanda relativa ad un possibile pensiero su Fernando Alonso in Red Bull per sostituire il tedesco: «No, avevamo avuto conversazioni con Fernando due anni prima, ma la coppia Alonso-Vettel non poteva funzionare. La nostra filosofia è chiara: investire sui giovani. Lo abbiamo fatto con Vettel e Ricciardo e ora con Kvyat, Verstappen e Sainz. Anziché spendere i soldi per i campioni affermati preferiamo farlo per rendere le auto più veloci». Chiara la politica della squadra: si punta sui giovani piloti e non su nomi altisonanti dagli alti costi.