MotoGP, Andrea Dovizioso: “Molto difficile lottare con Jorge Lorenzo”

Andrea Dovizioso
Andrea Dovizioso (getty images)

Le Yamaha di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo dominano la classifica della MotoGP, seguiti da Andrea Dovizioso e Andrea Iannone; ma dopo le ultime tre vittorie consecutive del maiorchino i pronostici sono tutti a suo favore. Se fino a qualche mese fa il favorito per la vittoria del Mondiale era Marc Marquez, con la sua Honda impeccabile e un ritmo gara impressionante, adesso è Jorge Lorenzo il pilota più quotato.

A Jerez, a Le Mans e al Mugello è sempre partito dalla prima fila e svolto la gara secondo un copione monotono, in testa dopo poche curve e senza margine di combattimento per gli inseguitori. Ne sa qualcosa la Ducati che sul circuito italiano ha sfruttato tutto il potenziale della Desmosedici GP15, ma non è potuta andare oltre il secondo posto con Andrea Iannone (record di velocità a 350,8 km/h!). Mentre Andrea Dovizioso si è dovuto fermare dinanzi ad un problema alla corona posteriore e chiudendo con zero punti la gara più attesa dell’anno.

“Un vero peccato, perché si poteva lottare per il podio e, visto che eravamo al Mugello, ci tenevo in particolare. Ma soprattutto non ho fatto punti per il campionato, che per me è la cosa più importante”, ha commentato il Dovi al termine del GP d’Italia. In classifica resta a quota 83, il sogno del titolo iridato quasi svanisce anche se la stagione è ancora lunga. Ma se Jorge Lorenzo prosegue così sarà difficile per chiunque tenergli testa.

Costanza, tasso di errore pari a zero e con un ostile di guida che gli permette di essere veloce in curva, grazie ad una Yamaha M1 migliorata rispetto al 2014, rendono lo spagnolo il maggior pretendente al titolo iridato. “Al Mugello e nelle due gare precedenti è stato molto difficile lottare contro Jorge. Lui è molto forte in ogni area – ha ammesso Andrea Dovizioso come riportato da Speedweek.com -. Se continua così può essere molto veloce nei primi giri, ma il punto chiave è la sua coerenza. Il suo giro più veloce non era eccezionale, ma mantiene il suo ritmo in modo quasi naturale. Questo fa la differenza”.

 

 

L.C.