MotoGP, Valentino Rossi: “5 motori a stagione? Non ha senso”

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

 

La graduale riduzione del numero di motori che i veri team della MotoGP possono schierare nel campionato mondiale, fino ai cinque attuali per pilota, è una misura “esagerata”. A sostenerlo è il campionissimo della classe regina e attuale leader della classifica iridata Valentino Rossi.

 

Il parere del Dottore

Come i lettori di Tuttomotoriweb ricorderanno, questa e altre restrizioni sono state introdotte nel mondo della MotoGP dopo la cirsi economica del 2008, allo scopo di ridurre i costi.

Le due case giapponesi – Yamaha e Honda – sono le uniche a partecipare al Motomondiale rispettando il regolamento Factory: una serie di norme molto restrittive che impongono, appunto, solo 5 motori a stagione, 20 litri di benzina a gara e l’utilizzo di gomme dure. Tutti gli altri scenderanno in pista adeguandosi a regole meno severe: 12 motori a stagione, 24 litri di benzina a gare e gomme di mescola più performante.

Ebbene, secondo Valentino Rossi “avere a disposizione solo cinque motori per un’intera stagione di MotoGP è esagerato”.

Tale limite rende necessario un aumento del chilometraggio – nel caso della Honda fino a 3500 km, mentre per i motori si va dai 3.000 ai 4.000 – e altre modifiche indispensbaili affinché i 20 litri di carburante bastino a coprire l’intero percorso di gara.

“Queste regole – spiega il Dottore a Speedweek.com – sono state introdotte per ridurre i costi, ma la tecnologia necessaria per realizzare cinque motori con una capacità superiore a 2000 km costerà di più della produzione di 7-8 motori da 1.000 km”.

Quella di Valentino Rossi è una delle rare voci levatesi finora per contestare la norma relativa ai motori, specie tra i big del Motomondiale. Al Dottore va dato atto di grande onestà e coraggio, ma resta da vedere se i suoi rilievi serviranno a cambiare le carte in tavola.