MotoGP Honda, Shuhei Nakamoto: “Abbiamo diverse idee su cosa migliorare”

Shuhei Nakamoto (Getty Images)
Shuhei Nakamoto (Getty Images)

 

Dopo il round del Mugello uno dei “temi caldi” tra gli addetti ai lavori è quello relativo al “declino” – o presunto tale – della Honda di Marc Marquez e Dani Pedrosa, il cui monopolio dei podi della classe regina – per merito soprattutto del Fenomeno di Cervera – sempra ormai un lontano ricordo. E non c’è dubbio che una delle spiegazioni più originali sia quella fornita dallo stesso Marquez a Shuhei Nakamoto, numero due dell’HRC, il quale sostiene che i problemi di Marquez derivino dalla troppa potenza e coppia della Honda.

 

La versione di Marc Marquez

Nel GP d’Italia il team Honda ufficiale è stato protagonista di una performance a dir poco opaca: il campione del mondo 2014 Marc Marquez, dopo una partenza molto promettente, è finito a terra, e solo Dani Pedrosa è giunto al traguardo, dando ancora una volta ragione a chi parla di una stagione al di sotto delle attese per la Casa giapponese.

Shuhei Nakamoto non nasconde che Marc Marquez sia insoddisfatto della RC213V, del suo setup, sia a livello di telaio che di motore. Proprio quest’ultimo sarebbe – a suo dire – l’origine di tutti i guai, in quanto avrebbe troppa potenza e troppa coppia.

“I risultati non sono finora stati quelli che ci attendevamo – ha dichiarato il manager dell’Hrc in un’intervista a Movistar Tv riportata su MotoGP.com – . A Le Mans, per una serie di problemi, non abbiamo fatto risultato a causa dell’anteriore. Marc non è contento di diverse cose: della moto, del setup e del motore. Si lamenta del fatto che ci sono troppa potenza e troppa coppia!”. “Ma – ha aggiunto Nakamoto – questo è un problema che possiamo risolvere. Se si fosse lamentato di una carenza di potenza, invece, sarebbero stati guai seri”.

Il manager è fiducioso di poter colmare il divario con la Yamaha di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. “Yamaha ha certamente fatto un importante passo in avanti da Le Mans in poi – riconosce Nakamoto – , ma se le condizioni fossero state le stesse del warm-up, Marc avrebbe potuto vincere facilmente. Sta migliorando, ha cambiato il suo stile di guida e quando troveremo anche il giusto setup, sia per il motore che per il telaio, avremo l’opportunità di essere di nuovo davanti a tutti”.

“Anche la moto è migliore – dice poi riferendosi alla RC213V, come a tranquillizzare Marquez – . A Jerez, dove Marc è arrivato secondo pur con il dito infortunato, la sua gara è stata di venti secondi più rapida rispetto all’anno scorso, segno che la nostra macchina è cresciuta”. “Sono molte – osserva Nakamoto – , le ragioni per le quali abbiamo finora vinto una sola gara [Il GP d’Argentina], ma abbiamo diverse idee su cosa migliorare, qualcuna l’abbiamo già applicata al Mugello ed altre le metteremo in pratica nelle prossime due o tre gare”.

Quali sono? “Non posso entrare nei dettagli”, conclude con un sorriso.