La Polizia lancia i “droga test” in 19 città italiane

(Getty Images)
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L’obiettivo è dare lotta senza quartiere agli automobilisti che guidano sotto l’effetto di droghe e sostanze stupefacenti, e a questo scopo la Polizia di Stato ha deciso di dotarsi di un nuovo strumento ad hoc: i “servizi sperimentali di controllo”, già ribattezzati “droga test“. Per l’Italia è una novità assoluta.

 

Operazione sicurezza

I nuovi controlli della Polizia prendono il via ufficialmente da oggi: avvalendosi della collaborazione con medici e sanitari delle questure e personale della polizia stradale, gli agenti provvederanno a verificare in tempo reale i conducenti “sospetti” fermati su strada.

Questi ultimi, una volta eseguito l’alcoltest, vengono sottoposti al cosiddetto strumento “precursore”, un altro macchinario elettronico che analizza la saliva. Se il risultato di tale analisi risulta positivo, si procede a un ulteriore prelievo di saliva che verrà poi recapitato ai laboratori di analisi per avere – nel giro di due o tre giorni –  un responso inconfutabile e valido ai fini legali. I dispositivi – 1800 per ora, ma destinati ad aumentare a breve – sono stati donati dalla fondazione Ania per la sicurezza stradale.

I “droga test” saranno dunque un efficace strumento di contrasto a un fenomeno allarmante, ma fino a questo momento difficile da colpire: basti pensare che nel primo quadrimestre del 2015 sono state sanzionate per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti appena 552 persone. E secondo l’Asaps, l’Associazione sostenitori amici polizia stradale, dei mille incidenti causati da pirati della strada nel 2014, in un caso su 5 (il 19,4%) è stato accertato che il responsabile guidava sotto l’effetto di alcol o droghe. La nuova legge sul reato di omicidio stradale, che dovrebbe approdare in Aula a giugno, prevede una pena da 8 a 12 anni di carcere per coloro che causano la morte di qualcuno mentre sono al volante in stato di alterazione. Da oggi sarà più facile e veloce individuarli.

“Sul controllo degli automobilisti drogati – dichiara Giuseppe Bisogno, capo della stradale, a Repubblica.it – abbiamo sempre avuto enormi difficoltà perché fino ad oggi per i controlli dovevamo avere al seguito un medico e un laboratorio chimico. Oggi no, con questo sistema che abbiamo messo a punto possiamo velocizzare tutto e controllare gli automobilisti in tempo reale”.

Il progetto pilota parte da 19 città, “dove – ha spiegato Roberto Sgalla, già direttore del servizio di polizia stradale e ora a capo delle specialità della polizia – per esperienza sappiamo che ci sono normalmente le situazioni più critiche. Ma quello che conta è mettere in piedi un sistema che possa poi diventare determinante per la prevenzione e per spingere il concetto della cultura della sicurezza”.