MotoGP: Valentino Rossi e il rimedio contro la sindrome compartimentale

Valentino Rossi
Valentino Rossi (getty images)

La sindrome compartimentale è un problema che in varie forme (acuta o cronica) affligge quasi tutti i piloti del Motomondiale e non solo. Si manifesta con un forte dolore correlato all’aumento di pressione all’interno di un compartimento muscolare, nel caso dei piloti gli avambracci.

Recentemente è stato colpito il pilota della Honda Dani Pedrosa, costretto a ricorrere all’intervento chirurgico (per la terza volta in pochi anni) che gli è costato un mese lontano dalle piste.

Ma il pilota spagnolo non è certo il solo e l’elenco potrebbe essere abbastanza lungo, basti ricordare Stefan Bradl, Scott Redding, Pol Espargaro, Tom Luthi, Leon Haslam. Spesso i sintomi scompaiono per poi ricomparire a distanza di tempo, motivo per cui Dani Pedrosa ha atteso l’inizio del Mondiale prima di prendere la difficile decisione che gli è costata l’addio alle speranze del titolo iridato.

Ma forse in pochi avranno notato che tra i piloti affetti da sindrome compartimentale non ci sia Valentino Rossi, in pista da circa 20 anni, con nove titoli iridati all’attivo e ben 110 vittorie. Qual è il suo segreto per tenere lontano da sè questo problema sin troppo diffuso? A rivelarlo è lo stesso campione di Tavullia in un’intervista a Speedweek.com.

“Non ho mai avuto tali problemi.Ho una mia teoria per evitare questo problema. Cosa faccio per evitare la sindrome compartimentale? Basta stendere e rilassare i muscoli. Ma ha anche a che fare con lo stile di guida. Rispetto alla maggior parte dei miei avversari guido con delicatezza e cautela. Lascio andare la moto… Pertanto i miei muscoli – ha concluso Valentino Rossi – sono soggetti a meno stress”.

 

 

L.C.