F1, caso Maria De Villota: indagine chiusa, ma la famiglia annuncia azioni legali

Maria De Villota (Getty Images)
Maria De Villota (Getty Images)

Maria De Villota nel marzo del 2012 era riuscita a diventare la collaudatrice della scuderia Marussia, partecipante al campionato di Formula1. Ma nel luglio dello stesso anno la sua carriera è terminata a causa di un brutto incidente avvenuto in un test sull’aerodromo di Duxford che le ha provocato la perdita dell’occhio destro dopo aver sbattuto violentemente contro la sponda aperta di un camion parcheggiato nell’area antistante la pista. Nell’ottobre del 2013 a Siviglia, nel giorno in cui doveva tenere una conferenza stampa per raccontare la sua storia, è stata trovata priva di vita in hotel a causa del distacco della massa encefalica, conseguenza di quel terribile incidente dell’anno prima.

 

Maria De Villota: la famiglia pronta a dare battaglia

Erano in corso delle indagini per capire di chi fossero le responsabilità dell’impatto avvenuto a Duxford, ma l’Health and Safety Executive britannico (l’Istituto che vigila sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori) ha annunciato che il caso è chiuso e non ne verranno effettuate di ulteriori. Dunque nessuna azione legale è prevista nei confronti del team Marussia, che a suo tempo aveva accertato che la monoposto di Maria De Villota non aveva avuto alcun tipo di cedimento.

Ma la famiglia della ex pilota spagnola non ci sta e tramite un comunicato ufficiale ha annunciato che porterà avanti la propria battaglia: “Ci hanno informati di non avere prove sufficienti per avviare un procedimento penale con garanzie di condanna. Ad oggi siamo ancora in attesa di conoscere il contenuto della relazione e, di conseguenza, i risultati effettivi della loro ricerca. Valuteremo in seguito l’avvio di opportune azioni legali per assegnare responsabilità civile, al fine di evitare che, così come era desiderio di Maria, un incidente come questo si ripeta a causa di negligenza”. Vedremo se emergeranno dettagli ulteriori su questo caso drammatico. Se c’è un colpevole, deve pagare assolutamente.