Moto2, Franco Morbidelli: “Valentino Rossi mi ha aiutato molto”

Franco Morbidelli (Getty Images)
Franco Morbidelli (Getty Images)

Dal 2014 il giovane talento dell’Italtrans Racing Team Franco Morbidelli in sella alla sua Kelx non smette di stupire.

Il pilota romano, classe 1994, è al momento quinto nella classifica iridata, ma in un’intervista a Speedweek.com si dice convinto “di poter alzare la posta ancora un po’” e dichiara: “il mio obiettivo è il podio, posso almeno lottare per i gradini più bassi”.

Franco Morbidelli conta di farcela anche perché rispetto allo scorso anno molto è cambiato. “Il mio capo meccanico, la moto e il mio approccio alle gare – spiega – . Ora ho più esperienza perché conosco meglio la classe Moto2. Non voglio dire che ho imparato tutto come un campione, ma ho lavorato meglio. E, ultimo ma non meno importante, ora sono più sereno mentalmente”.

Il pilota è al lavoro con il suo team per ottimizzare le performance della moto, con la quale ha dato prova di avere un buon feeling, e assicura che se nel prossimo futuro si ritrovasse a lottare in ogni gara per il podio “non sarei sorpreso. Molto soddisfatto, ma non sorpreso”. Resta però il fatto che “dobbiamo ancora fare un piccolo passo in avanti”. E in ogni caso arrivare a fine stagione tra i primi cinque “sarebbe un ottimo risultato”.

 

Il rapporto con il Dottore

Nel ripercorrere la sua breve ma intensa carriera, Franco Morbidelli non può che riservare un capitolo a parte a Valentino Rossi. La scelta di lasciare Roma per trasferirsi nella provincia di Pesaro è stata ovviamente dettata dalla necessità di avvicinarsi al Dottore e alla sua Tavullia. “Un’altra ragione – precisa Morbidelli – è il fatto che in nessun altro luogo in Italia la passione per il motociclismo è così forte. Di conseguenza, ci sono più persone sono interessate alla carriera di un pilota, e dunque più opportunità. La mia famiglia aveva amici che vivevano lì, così abbiamo deciso di trasferirci. Ed è stata una decisione giusta, perché poi ho incontrato Valentino, che mi ha molto aiutato”.

Il suo approdo alla VR46 Racing Academy è avvenuto “molti anni prima della sua fondazione ufficiale. Conosco le persone che sono coinvolte nel progetto da quando avevo 13 anni. Siamo cresciuti insieme, in termini agonistici. In seguito questo rapporto ha assunto una veste ufficiale, prima si trattava semplicemente di un gruppo di ragazzi. Il primo a cui Valentino aprì la porta fu Marco Simoncelli. Poi arrivarono gli altri e nacque l’Academy. Ma il mio rapporto con Valentino, Uccio, Albi e Carlo esisteva già da prima”.

C’è qualcosa che gli piacerebbe rubare a Valentino? “Non più di quanto gli abbia già rubato in termini di setting, carattere e comportamento – risponde Morbidelli – . Direi che può bastare…”.

Per il resto, ammette il giovane pilota, “non sono mai sicuro di quello che potrebbe accadere in futuro. Penso all’oggi… Il domani è un’incognita. Cerco di non guardare troppo in avanti e di godermi il presente”. “Se farò bene, avrò successo – conclude – . Altrimenti mi metterò da parte”. Anche qui il Maestro ha lasciato il segno…