Coppa d’oro Villa d’Este: la Ferrari 166 MM regina di eleganza

Ferrari 166 MM (foto Twitter)
Ferrari 166 MM (foto Twitter)

 

Tra le vetture d’epoca, la più elegante è lei, la Ferrari 166 MM. L’esclusivo modello si è infatti aggiudicato ieri la Coppa d’Oro Villa d’Este, assegnata quasi all’unanimità per referendum pubblico. Un gioiellino che racchiude in sé anche un pezzo importante di storia italiana: prima di passare nelle mani dell’attuale proprietario, il magnate inglese Clive Beecham, infatti, ebbe come primo intestatario Gianni Agnelli. E al legame con l’avvocato ha reso omaggio ieri il nipote Lapo Elkann sfilando sulla sportiva di Maranello.

 

La più grande di tutti i tempi

La Coppa d’Oro di Villa d’Este, il più prestigioso concorso d’eleganza per vetture d’epoca a livello internazionale assieme a quello di Pebble Beach negli Stati Uniti, premia una delle più grandi Ferrari di tutti i tempi. La barchetta 12 cilindri 1995 cm3 con carrozzeria Touring debuttò il 14 settembre del 1948 al Salone dell’Auto di Torino come evoluzione della 166 S fu prodotta in soli 47 esemplari. La sigla MM, acronimo di Mille Miglia, fu aggiunta dopo la vittoria della coppia Clemente Biondetti-Giuseppe Navone sulla 166 S alla Mille Miglia del 1948.

Il successo in pista fu confermato nel 1949, quando la vettura vinse un’altra Mille Miglia con lo stesso equipaggio, mentre Luigi Chinetti trionfò alla 12 Ore di Parigi e conquistò la prima vittoria della Ferrari alla 24 Ore di Le Mans.

La  Ferrari 166 MM fu immediatamente apprezzata dal pubblico anche per via della raffinata tecnica, che culminava con un potente 2.0 litri dodici cilindri da 140 CV abbinato a un cambio a 5 rapporti che garantiva una velocità massima di oltre 220 km/h.

Richiestissima da piloti privati e gentlemen in allestimento “corsa” per le competizioni, e dai magnati dell’industria in versione “stradale” personalizzata e di grande eleganza, la Ferrari 166 MM fu ordinata da Gianni Agnelli nel 1950 nelle tonalità del verde e blu metallizzato. L’avvocato tenne la due posti carrozzata da Touring con telaio 046 fino al 1952, quando decise di venderla al pilota belga Olivier Grendebien, quattro volte vincitore della 24 ore di Le Mans.

A partire da quel momento la Ferrari 166 MM in questione non è più tornata in mani italiane: acquistata dal proprietario della Ecurie Francorchamps, Jacques Swaters, venne restaurata nel 1966 ed esposta prima al MoMA di New York, poi alla Nationalgallerie di Berlino e all’Idea Ferrari. Infine l’approdo in Inghilterra nella collezione di Beecham.