Se l’etilometro è “sporco” la multa è nulla

(Getty Images)
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Fermato da una pattuglia di Carabinieri e sottoposto al rituale controllo con l’etilometro, aveva mostrato valori di alcool ben superiori alla soglia massima consentita, tali da far scattare una pesante multa. A seguito di due diverse perizie, però, è emersa l’innocenza dell’imputato: il dispositivo era semplicemente “sporco“. Così il giudice ha annullato la sanzione assolvendolo con formula piena.

Protagonista della vicenda – destinata a fare scuola – un imprenditore 45enne che nel giugno 2012, mentre era al volante della sua Audi A8, era stato fermato dai Carabinieri di Valdobbiadene (Treviso) e da questi ultimi multato per guida in stato di ebbrezza.

 

Un precedente importante

Sottoposto al classico “alcoltest”, l’uomo era risultato completamente ubriaco, mostrando un valore superiore di 3 volte al limite previsto dalla legge. Immediatamente era scattata una sanzione da 4.250 euro (oltre a 7 mesi di sospensione della patente).

Dichiaratosi fin dal primo momento “innocente”, in quanto – a suo dire – non aveva assunto alcolici prima di mettersi al volante, e l’ultimo liquido che aveva ingerito era del semplice colluttorio – l’uomo ha deciso di opporsi al decreto penale di condanna presentando ricorso.

La sua istanza è stata accolta dal giudice Leonardo Bianco, secondo cui il fatto non sussiste perché l’etilometro – sprovvisto dell’opportuno sistema di lavaggio del “tubo” previsto dalle normative europee – poteva benissimo essere stato “inquinato” da chi lo aveva utilizzato in precedenza.

La conclusione del giudice è peraltro suffragata da due diverse perizie tecniche che mettono in dubbio l’attendibilità dell’accertamento eseguito dai Carabinieri.

Resta ora da vedere in quanti tenteranno di seguirne l’esempio, contestando le sanzioni comminate sulla base dell’alcoltest…