F1: la Marussia a Montecarlo rende omaggio a Jules Bianchi

Jules Bianchi (Getty Images)
Jules Bianchi (Getty Images)

 

Circa un anno fa, il team Marussia conquistava un sensazionale nono posto in classifica nel GP di Monaco grazie a Jules Bianchi, senza il quale non avrebbe potuto accedere al campionato 2015.

La Marussia si appresta a tornare sulla pista di Montecarlo – dove ha messo a segno gli unici due punti della sua storia – ma ahinoi senza Jules Bianchi: da quella maledetta domenica di inizio ottobre, il giovane pilota francese giace in un letto di ospedale, alle prese con una sfida ben più ardua di quella per la sopravvivenza che il suo team ha dovuto affrontare in questi ultimi mesi.

 

Il ricordo del manager John Booth

Il team principal del team Manor Marussia, John Booth, è rimasto sempre vicino alla famiglia e vive questa ricorrenza con un mix di sentimenti contrastanti. Tornare a Montecarlo “non è affatto semplice”, ha detto il manager, come riporta Speedweek. “Sappiamo che si trova nella vicina Nizza. Naturalmente ricordiamo con piacere la bella gara di Jules nel 2014, ma è inevitabile pensare anche alle sue condizioni attuali”.

“Noi – ha aggiunto Booth – porteremo anche a Monaco la sigla di Jules e il numero della vettura. La sua lotta è stata – nella tragedia – uno stimolo per noi. Volevamo che questa squadra non mollasse, per evitare tutto fosse stato vano”.

 

La testimonianza di papà Philippe

L’ultima dichiarazione del padre, Philippe Bianchi, risale a circa un mese fa: “L’unica cosa che possiamo dire – aveva spiegato – è che mio figlio sta lottando con forza, come ha sempre fatto prima e dopo l’incidente. Ogni giorno per lui è una maratona. Da un punto di vista medico le sue condizioni sono stabili. E’ abbastanza autonomo e non ha problemi fisici, tutti i suoi organi lavorano senza assistenza. Ma per ora rimane privo di sensi, in coma”.

Il padre di Jules ha ripercorso i momenti più difficili della tragedia che ha investito la sua famiglia: “Quando siamo arrivati a Yokkaichi non c’erano speranze, la prognosi era allarmista e si parlava di danni irreversibili. Ma poi è venuto a Nizza dopo 7 settimane ed ha ripreso a respirare. I medici hanno detto che neurologicamente non vi è ancora nessun intervento specifico. La cosa importante è stimolarlo, in modo tale che senta la nostra presenza al suo fianco”.

Nonostante tutto, papà Philippe – e il resto della famiglia con lui – non smette di sperare che Jules possa risvegliarsi e tornare a vivere: “E’ giovane e forte – ha detto – . A volte si muove e stringe la nostra mano. Ma è un  riflesso o una reazione reale? Difficile da sapere”.

Noi di Tuttomotoriweb speriamo con lui.