Ferrari F1, Maurizio Arrivabene: “Non mi importa il podio, mi preoccupa il divario”

Maurizio Arrivabene
Maurizio Arrivabene (Getty Images)

Il Gran Premio di Barcellona ha mostrato tutti i limiti della Ferrari SF15-T, nonostante il grande passo avanti compiuto rispetto alla scorsa stagione. In queste prime cinque gare la Rossa di Maranello ha sempre messo i piedi sul podio, ma il distacco dalle Mercedes è ben lontano dall’essere colmato e ci vorrà forse più tempo del previsto. Dalla parte dei tifosi sembra essere svanita dopo il GP di Spagna quella flebile speranza di poter ambire al titolo iridato già da questa stagione…

Per il boss del team Ferrari F1 Maurizio Arrivabene l’obiettivo è di conquistare almeno un paio di vittorie in questo campionato, compito arduo se la Mercedes non commetterà errori (come già avvenuto in Malesia) e se la monoposto di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen non farà progressi più rapidi rispetto all’avversario tedesco.

 

La Mercedes è ancora lontana

Di conseguenza i cinque podi conquistati fino ad oggi potrebbero avere puro valore simbolico se non si riuscirà a colmare il gap dalle Frecce d’Argento. “Essere in lotta per il campionato, credo, è azzardare un po ‘troppo”, ha ammesso Maurizio Arrivabene in un’intervista riportata da Crash.net -. Non ho mai detto di ambire alla vittoria iridata, bensì a tre vittorie stagionali. Continuo a credere che questo è realizzabile, ma non c’è niente nella vita che si può ottenere senza lavorare duramente e questo è ciò che dobbiamo fare. Non mi importa di essere sul podio… Quello che mi interessa è il divario, perché, se vogliamo vincere due o tre gare, dobbiamo essere in grado di essere lì. Al momento non lo siamo”.

Quarantacinque secondi o poco più di distacco tra Nico Rosberg e Sebastian Vettel al GP di Barcellona pesano come un macigno in casa Ferrari F1. E la colpa non è da attribuirsi solo alla sbagliata strategia: “Se qualcosa non va, dobbiamo fare un passo indietro e, con umiltà, dobbiamo dire ‘abbiamo fatto un errore’… Devo aiutare la squadra a prendere le scelte giuste e, se qualcosa non va, sono io il primo responsabile”.