MotoGP, boss HRC: “Casey Stoner e Marc Marquez… difficili da gestire”

Shuhei Nakamoto
Shuhei Nakamoto (getty images)

Il Mondiale 2015 è iniziato tutto in salita per la Honda, con Dani Pedrosa costretto a saltare tre gare dopo l’intervento al braccio e Marc Marquez costretto a rincorrere Valentino Rossi in classifica iridata dopo la caduta in Argentina. Nulla di grave dato che siamo solo all’inizio della stagione, ma risultati ben lontani dallo scorso anno, quando il campione di Cervera conquistò dieci vittorie consecutive mettendo un sigillo sul titolo iridato già a metà campionato.

Ma il vice-presidente della HRC, Shuhei Nakamoto, non sembra troppo preoccupato da questa difficile situazione, certo che Marc Marquez saprà riscattarsi di gara in gara e recuperare il gap da Valentino Rossi. “Credo che il livello di Honda e Yamaha sia simile a quello dello scorso anno, con piste più o meno favorevoli all’una o all’altra. Le nostre prime quattro gare sono state influenzate da qualche errore e dall’assenza di Pedrosa, ma siamo ancora competitivi” ha detto in un’intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’.

Il boss della Honda è tornato a parlare di Casey Stoner e della possibilità di rivederlo in pista, possibilità sfumata dopo la scelta di sostituire Pedrosa con Aoyama. “Casey mi ha dato tanto, anche se è uno con il quale è difficilissimo comunicare a causa della sua personalità. Ma è estremamente onesto: mi piace molto – ha sottolineato Nakamoto -. È uno che ci prova sempre, anche quando non è al 100%. Marc è simile, sia come stile di guida sia come mentalità: in Argentina è caduto proprio per aver voluto provare a vincere, anche se non era posto”.

Ma qualora Dani Pedrosa dovesse dare forfait nel 2016 l’ex campione australiano potrà tornare in sella alla Honda? “Dal punto di vista delle prestazioni sarebbe una squadra perfetta, ma sarebbe difficile da gestire: un po’ come Senna e Prost con la McLaren-Honda…”.

Infine non poteva mancare una battuta su Valentino Rossi, attualmente leader di classifica, a +26 da Marc Marquez… “Non mi aspettavo tornasse così competitivo. Lui è uno che ha conquistato nove mondiali, quando vinci così tanto non è facile cambiare: se perdi, continui a combattere, ma se vinci tanto non pensi a modificare il tuo stile, il tuo approccio o il capo tecnico. Perlomeno così farebbero le persone “normali”, mentre lui c’è riuscito: impressionante”.