F1, Lewis Hamilton: “La Ferrari è una minaccia, ma temo solo me stesso. Alonso? Vale Schumacher”

Lewis Hamilton (Getty Images)
Lewis Hamilton (Getty Images)

Lewis Hamilton è un vincente, uno che non si accontenta di arrivare 2° neanche dopo aver vinto già 3 gare nelle prime 5 della stagione (anche l’altro è un 2° posto). Essere giunto al traguardo dietro al compagno Nico Rosberg a Barcellona non lo ha per niente soddisfatto, anche se rimane consapevole di avere la monoposto migliore e di avere tutte le carte per vincere il suo terzo titolo in carriera. In classifica ha 20 punti di vantaggio e se la sfortuna non lo colpirà ci sono buone chance che trionfi ancora.

 

Lewis Hamilton, i suoi miglioramenti e la Ferrari

Nell’intervista concessa a El Pais il driver della Mercedes ha parlato dei suoi miglioramenti soprattutto in qualifica, visto che l’anno scorso fece 7 pole position contro le 11 del rivale tedesco: “L’unico segreto è analizzare le piccole cose. Quando ho vinto il titolo mi sono concentrato su quelle aree in cui c’era ancora spazio per migliorare e mi ci sono applicato. In alcune vado meglio, in altre ancora no”. Non è un caso che quest’anno abbia ottenuto 4 pole nei primi 5 GP del campionato.

In molti si sono chiesti se la Mercedes avesse un supplemento di potenza da poter utilizzare in determinati momenti, una sorta di ‘pulsante magico’ da premere per andare ancora più veloci. Ma Lewis Hamilton nega: “Non abbiamo niente di più di quello che si vede. La Ferrari si è avvicinata molto e noi non stiamo certo passeggiando. Stiamo andando più velocemente possibile e loro cercano di metterci pressione. In un certo senso siamo sorpresi. Se la Ferrari è una minaccia reale? Certo che lo è. Se continua così il finale sarà molto incerto”.

Però la preoccupazione maggiore del campione del mondo in carica non sono né le Ferrari e neppure il compagno Nico Rosberg: “Il peggior nemico è me stesso. Costantemente combatto questo nemico e cerco di tirare fuori il meglio da me. Se io do tutto, non credo che devo temere minacce”.

 

Un pensiero alla McLaren e a Fernando Alonso

La carriera di Lewis Hamilton in Formula1 è legata molto anche alla McLaren, scuderia che lo ha fatto crescere facendolo esordire nel Circus delle quattro ruote giovanissimo e portandolo a vincere il suo primo titolo iridato. Il team di Woking sta faticando molto in questo 2015 ed il grande ex commenta così la situazione: “Quando li ho visti così dietro in Australia ho pensato tra me e me come potesse essere possibile, non lo avrei mai immaginato. Guardando la sua fabbrica, la sua storia ed il loro potenziale sembra impossibile. Hanno deciso di cambiare motore (da Mercedes a Honda) e la mia esperienza mi dice che spesso queste sfide si sottovalutano. Nel 2009 quando fu introdotto il doppio diffuse molti lo sottovalutarono (il Mondiale fu vinto da Jenson Button su Brawn GP, ndr). Amo la Mercedes perché non sottovaluta nulla. Non ha senso che la McLaren non lotti per vincere, ma sono convinto che lo faranno ancora. La domanda è quando”.

Il fatto che la monoposto inglese non sia competitiva influenza inevitabilmente il rendimento di Fernando Alonso, un pilota che spesso è stato definito il migliore della F1 ma che non vince un titolo dal lontano 2006 quando guidava la Renault. Spesso il britannico lo ha indicato come punto di riferimento del Mondiale e ritiene che i risultati ottenuti finora non rispecchino il suo reale valore: “E’ un peccato che abbia vinto solo 2 titoli. Quando lo guardo lo vedo al top come talento. Michael Schumacher ha vinto 7 titoli, ma colloco allo stesso livello di Alonso. I numeri non significano tutto. Fernando ha fatto le sue scelte e può essere che non le abbia indovinate, ma deve gestirle. Adesso vede la Ferrari che va bene e gli urta molto aver deciso di andarsene quando ancora aveva un contratto. Penserà ‘Mio Dio!'”. Sono in molti a chiedersi cosa ci sia nella testa dell’asturiano quando osserva le rosse di Maranello paragonandole alla sua attuale monoposto. Ufficialmente lui non prova rimorsi per la sua scelta, ma vedremo se presto dovrà pentirsene.