Fernando Alonso: “F1 di oggi più lente di 10 secondi rispetto al 2004. I piloti contano poco”

Fernando Alonso
Fernando Alonso (getty images)

Fernando Alonso nel Gran Premio del Bahrain è stato molto vicino a regalare il primo punto iridato alla McLaren Honda, che è rimasta ancora a secco ma nel cui box si respira ottimismo per il futuro. Il pilota di Oviedo rimane convinto della sua scelta di lasciare la Ferrari per tornare nella scuderia di Woking, nonostante le rosse si stiano dimostrando competitive e siano riuscite a cogliere una vittoria con Sebastian Vettel.

Lo spagnolo due volte campione del mondo intanto è stato interpellato per fare un paragone tra la Formula1 attuale e quella di qualche anno fa. Questo il suo pensiero riportato da crash.net: “Le auto sono diverse. Più lente, più pesanti. In Cina il passo era sull’1:43, mentre nel 2004 era di 1:33! Si tratta di dieci secondi di differenza. E quando guidi vetture più lente di dieci secondi, non hai più le stesse sensazioni. Però il DNA di questo sport è rimasto lo stesso. Si compete l’uno contro l’altro, ci si batte in pista ma bisogna dimostrare anche di essere più intelligenti degli avversari con le tattiche di gara”.

Fernando Alonso spiega anche quello che è il ruolo dei piloti in F1: “Per noi è difficile fare qualcosa. Siamo piloti e pur essendo nella posizione di chiedere molte cose, ci sono tanti interessi e affari economici nel nostro sport che sovrastano la nostra opinione”. I driver contano poco dunque. Nonostante siano loro a mettersi al volante di quei bolidi mettendo anche in gioco la loro vita, non hanno l’importanza che meriterebbero.