MotoGP: Carmelo Ezpeleta anticipa la “rivoluzione” del piano 2017-2021

Carmelo Ezpeleta (Getty Images)
Carmelo Ezpeleta (Getty Images)

 

Il futuro della MotoGP appare molto meno incerto dopo le recenti dichiarazioni del CEO di Dorna Sports Carmelo Ezpeleta, che dall’Argentina ha annunciato le misure che la Dorna adotterà dal 2017 in poi per rinnovare e rilanciare la disciplina. Le nuove regole in via definizione, in particolare, prevedono che i team privati siano regolarmente forniti di moto satellite a spese della stessa Dorna. Per le squadre e i piloti della classe regina sarà una piccola rivoluzione.

“Non si può parlare ancora di un accordo, bensì di una proposta che i Costruttori valuteranno e spero che alla fine accetteranno – spiega Carmelo Ezpeleta a MotoGP.com – . In sostanza, si tratta di impostare le linee guida del Campionato tra i Costruttori e i team privati ​​dal 2017 al 2021. L’attuale accordo in vigore scade nel 2016, ma la proposta sul quinquennio 2017-2021 non si attuerà se tutti non saranno d’accordo. Questa è la cosa più importante”.

“Il secondo punto – aggiunge – è i 6 Costruttori che si sono già impegnati a partecipare (Honda, Yamaha, Ducati, Aprilia, Suzuki e KTM) avranno il diritto di partecipare con 2 moto ufficiali e l’obbligo di schierarne altre 2 in un team satellite, ad un costo massimo concordato. Noi [Dorna Sports] pagheremo il leasing per queste ultime, in modo tale da garantire la competitività del Campionato per tutte le moto, che useranno la medesima ECU”.

 

Tutte le novità in arrivo

Ezpeleta entra quindi nel dettaglio della proposta. “Ciascuna Casa sarà chiamata a partecipare con 2 moto ufficiali e in più l’obbligo di schierarne altre 2 con le rispettive (e attuali) strutture satellite, fino ad un massimo di 6 moto per Costruttore. Ciò significa che se una Casa non può o non ha una struttura satellite, a un’altra Casa verrà permesso di schierare altre moto satellite, pur sempre entro un massimo di 6 unità complessivamente”. “I costi del leasing (ad esclusione dunque degli incidenti) – precisa – saranno a nostro carico”.

L’investimento dell’organizzatore ammonta a un “30% in più” rispetto a oggi, e “questo per garantire 2 cose: in primo luogo, che i team satellite rimangano quelli attuali, senza l’ingresso di ulteriori team privati (a meno che non ci siano meno di 22 iscritti), con una griglia di 24 piloti; in secondo luogo, che i team privati abbiamo la concreta ​​possibilità prendere in leasing le moto messe sul mercato dai Costruttori”.

Quanto al numero dei round stagionali, “abbiamo concordato con i Costruttori che nel quinquennio 2017-2021 il calendario non supererà le 20 gare a stagione”.

Si prospettano dunque diverse novità, e in questo senso “abbiamo molte proposte… l’accordo attuale per la stagione 2016, prevede già l’ingresso del GP d’Austria. Dopo il 2017 vi sarà la possibilità di sostituire 1 o più Gran Premi, o aggiungerne altri Paesi che vogliono entrar a far parte del Campionato”, ad esempio la Thailandia, che vanta un ” circuito valido”. “Siamo aperti a tutte le opzioni – assicura Ezpeleta – , ma la prima condizione è la sicurezza”.

Più in generale, le nuove regole garantiranno una maggiore omogeneità tra le 6 Case in lizza. “Pensiamo che con l’elettronica uguale per tutti il ​​Campionato sarà più serrato – conclude Ezpeleta – . Speriamo che ciascuna Casa avrà la possibilità di vincere delle gare e di giocarsi il titolo”.

 

 

Il parere di Livio Suppo

Cosa pensano i costruttori di tutto ciò? Una prima reazione è giunta dal manager del team HCR Honda Livio Suppo, il quale ha affermato che in un mondo così difficile e imprevedibile, dove è sempre più difficile trovare solidi sponsor, diventa quanto mai importante che le squadre possano contare su un sostegno economico.

“Nel giro di pochi anni il mondo è cambiato”, ha dichiarato Suppo, come riporta MCN. “Ai tempi degli sponsor del tabacco, c’erano più sponsorizzazioni che team… oggi è il contrario. Questo sport, come tutti gli altri, deve ripensare il modello di business perché il mondo è cambiato”.

“Il fatto che l’organizzatore abbia deciso di sostenere i team satellite è una buona idea – aggiunge – , perché in questo momento l’interesse dei costruttori è molto alto e abbiamo bisogno di altre moto in griglia di partenza. Il modello di business deve cambiare perché è più facile ottenere finanziamenti dalle tv satellitari che dagli sponsor”.