MotoGP, Marco Melandri: “Manca stabilità all’anteriore, poco grip al posteriore”

Marco Melandri
Marco Melandri (getty images)

Sul circuito Termas de Rio Hondo è proseguito il lavoro di sviluppo dell’Aprilia RS-GP, con Alvaro Bautista e Marco Melandri che hanno chiusi rispettivamente in 19esima e 20esima posizione, confermando i piccoli passi avanti intravisti ad Austin la settimana precedente.

I due piloti della casa di Noale hanno chiuso il GP d’Argentina a poco più di quattro secondi dalla top ten, seppur il ritardo sia di circa 44″ secondi dal leader Valentino Rossi. Probabilmente i riders Aprilia hanno pagato troppo la prudenza di inizio gara per preservare le gomme, ma la nota positiva è che il pilota ravennate si è avvicinato ai tempi del compagno di squadra.

“Onestamente oggi speravo di poter stare con il gruppo di piloti davanti a me, ma all’inizio della gara ho perso molto tempo, soffrendo la mancanza di stabilità all’anteriore e il poco grip al posteriore – ha dichiarato Marco Melandri -. Peccato, perché ero anche partito bene e da metà gara in poi ho ritrovato la stessa moto dei giorni scorsi, che mi permetteva di girare su un buon passo, sempre sul piede di 1’41″5″.

 

Alvaro Bautista concentrato su Jerez

Il pilota spagnolo non è molto soddisfatto del risultato conquistato in Argentina, ma guarda con ottimismo alla prossima gara di Jere de la Frontera: “Nella parte iniziale della corsa sono stato troppo tranquillo: volevo preservare le gomme, poi in realtà ho notato un’usura minore, probabilmente perché le condizioni della pista erano migliori. Nel finale ho provato a spingere di più, anche se a quel punto il gruppo di piloti davanti a me aveva già un margine che non sono più riuscito a ricucire – ha spiegato Alvaro Bautista -. In ogni caso, abbiamo portato a termine un’altra gara importante, riducendo anche il gap dal vincitore rispetto a quanto accaduto in Texas. Adesso guardiamo già a Jerez, sede della prima gara europea, con l’obiettivo di migliorarci ulteriormente. Ringrazio la squadra, che lavora sempre tantissimo: ogni volta facciamo un piccolo passo in avanti e riusciamo a individuare meglio ciò di cui abbiamo bisogno per crescere”.