Auto usate, come difendersi dal contachilometri truccato

(Getty Images)
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Chiunque abbia mai pensato di  – o provato ad – acquistare un autoveicolo usato è stato almeno una volta assalito dal dubbio: i chilometri conteggiati e dichiarati dal venditore (privato o concessionario che sia) saranno quelli effettivamente percorsi dalla vettura? Come fare per essere sicuri di non incappare in un raggiro?

Quello del contachilometri truccato allo scopo di rendere la relativa vettura più facilmente vendibile sul mercato dell’usato, e aumentarne al tempo stesso il valore, è purtroppo un fenomeno sempre più diffuso nel nostro paese, nonostante le conseguenze legali previste per i “furbetti” (Codice delle strada, art. 229 del regolamento riferito all’art. 22 del Codice). Se infatti in passato si doveva smontare il quadro strumenti per alterare i chilometri conteggiati, oggi con gli indicatori di bordo elettronici in molti casi basta collegare un apposito strumento alla diagnosi per fare apparire qualsiasi chilometraggio.

Si tratta di un intervento meccanico piuttosto semplice (nei casi in cui oltre al contachilometri vengono manipolate anche le centraline elettroniche, tuttavia, la faccenda si fa più complicata) e, una volta individuato il “taroccatore” in grado di eseguirlo, poco costoso: con poche decine di euro si può ringiovanire la vettura di diverse decine di migliaia di km (o addirittura di più).

Ad alimentare la “domanda” sono sia i concessionari ufficiali che i commercianti di auto, ma anche dai noleggiatori, che spesso ricorrono a queste pratiche illegali per contenere il più possibile le penali previste alla conclusione dei rapporti e basate sulle distanze percorse.

 

Strategie di difesa

Come difendersi da questo tipo di truffa? Chi intende acquistare un’auto usata e avesse dubbi sul chilometraggio dichiarato dovrebbe innanzi tutto cercare di risalire, attraverso il numero di targa e di telaio, ai tagliandi di manutenzione periodicamente effettuati presso la rete della casa produttrice dell’auto stessa (tagliandi suoi quali, com’è noto, viene indicato il chilometraggio).

Nei caso di auto molto datate e non più sottoposte a tagliando, o tagliandate da officine non appartenenti alle reti ufficiali, un interessante strumento anti-truffa arriva dalle recenti modifiche in materia di revisione periodica degli autoveicoli ha previsto, e in particolare dall’introduzione della ripresa visiva delle operazioni.

Più in generale, il potenziale acquirente dovrebbe valutare attentamente lo stato complessivo dell’autovettura per confrontare il chilometraggio dichiarato con il grado di usura del veicolo.

Si può inoltre ricorrere a contromisure come la memorizzazione del contachilometri in più centraline, o l’installazione di sistemi per criptarlo (che però possono a loro volta essere facilmente violati).

Vale la pena di ricordare infine che la riprogrammazione del chilometraggio non è necessariamente illegale: nel caso di un guasto, per esempio, è un’operazione necessaria e del tutto lecita. Sta al nostro occhio esperto – e al nostro buon senso – capire di volta in volta se quello che abbiamo di fronte è un affare o un trabocchetto…