MotoGP Ducati, Gigi Dall’igna: “Potremo fare grandi cose”

Gigi Dall'Igna (Getty Images)
Gigi Dall’Igna (Getty Images)

 

Questo primo scorcio di Motomondiale 2015 è stato per Gigi Dall’Igna più impegnativo e convulso che mai. L’ingegnere della Ducati ha portato al debutto la sua nuova GP15 sui circuiti di Austin, in Texas, e in Argentina, dove le soddisfazioni (pur condite da un pizzico di delusione) non sono mancate. E considerando che siamo ancora ai round iniziali della stagione e che i tecnici di Borgo Panigale continuano a lavorare giorno e notte per rifinire e perfezionare fin nei minimi particolari la nuova moto, c’è speranza di portare a casa risultati ancor più importanti nelle prossime gare.

 

Un primo bilancio della stagione 2015

La GP15  “in pratica ha fatto le prime due simulazioni di gara negli ultimi Gran Premi”, ricorda con un sorriso Gigi Dall’Igna in un’intervista ai colleghi del Corriere dello Sport. Non a caso ad Austin le due Desmosedici si sono fermate poco dopo il traguardo e non per mancanza di benzina, come già rivelato dai due piloti Ducati, Andrea Iannone e Andrea Dovizioso. “Quando c’è poco carburante nel serbatoio la sua temperatura sale rapidamente, specie quando si rallenta nel giro di rientro – spiega Dall’Igna – , e si ha un fenomeno di cavitazione– cioè si forma del vapore all’interno della benzina che non permette alla pompa di pescare correttamente – . Era un problema che conoscevamo già con la GP14, sulla GP15 è meno pronunciato, ma non cancellato…”.

Per il GP dell’Argentina i tecnici del team bolognese hanno apportato le opportune modifiche alla moto per tentare di risolvere il problema, dovuto a quanto pare alle alte temperature di esercizio del propulsore Ducati. “Abbiamo fatto in modo di avere un maggior flusso d’aria fra motore e serbatoio e quella presa d’aria sul lato sinistro di cui si parla tanto non c’entra niente – puntualizza Dall’Igna – . E’ vero, invece, che il nostro motore può lavorare con la temperatura del liquido di raffreddamento oltre i 100° e con la GP14 era abbastanza normale farlo. Ora lavoriamo con temperature più basse”.

Resta comunque la soddisfazione per come sono andate le prime due gare.
“In Qatar potevamo vincere, ad Austin la situazione era meno chiara, anche perché abbiamo avuto poco tempo a disposizione – ricorda Dall’Igna – . Sono contento di come si sono comportati la moto e i piloti. Credo che la GP15 abbia margini di miglioramento. Uno degli aspetti da migliorare è la frenata, e non è detto che dovremo avere a che fare con un coperta corta: si può migliorare senza peggiorare in altre aree. Il rischio è quello di commettere errori, bisogna stare molto attenti”.

Il pensiero va poi ai due piloti Ducati, e alla loro sintonia con il resto del team e con le moto. “Io sono contento dei due Andrea e sono certo che potremo fare grandi cose – assicura Dall’Igna – . Ho sempre detto che ho cercato quasi ogni anno Dovizioso e ora sono veramente contento di averlo in squadra. Iannone ha potenzialità incredibili ancora inespresse. E’ cresciuto moltissimo rispetto al 2014: in Qatar ha fatto la gara più intelligente della sua vita e ad Austin, se non avesse dovuto recuperare, avrebbe potuto fare molto di più. Alla fine conta solo vincere, non è importante quanto peso abbia la moto, il pilota o la squadra: il successo è sempre del gruppo”.