MotoGP, Carmelo Ezpeleta: “Casey Stoner è sempre il benvenuto, rispettiamo la scelta della Honda”

Carmelo Ezpeleta e Casey Stoner
Carmelo Ezpeleta e Casey Stoner (getty images)

La prova deludente di Hiroshi Aoyama in sella alla Honda ufficiale ha dato nuovo adito alle polemiche sul mancato richiamo di Casey Stoner per sostituire Dani Pedrosa, alle prese con la riabilitazione post-operazione per risolvere il problema della sindrome compartimentale all’avambraccio.

Il collaudatore giapponese ha chiuso il Gran Premio del Texas in 11esima piazza e probabilmente l’ex campione australiano non avrebbe fatto peggio, ma HRC ha deciso di puntare sul giapponese anche per la prossima gara in Argentina, rischiando tanto per il campionato costruttori. Ma qualora lo stop di Dani Pedrosa dovesse ulteriormente prolungarsi la Honda continuerà a puntare su Aoyama o si deciderà a richiamare Stoner?

 

Il CEO della Dorna non interviene sulla decisione della HRC

Sull’argomento è stato chiamato in causa anche il CEO della Dorna, Carmelo Ezpeleta, che ha ricordato il giro d’onore prima del GP d’Australia del 2013, sul circuito di Phillip Island, e l’anno dopo la realizzazione di un busto di bronzo a futura memoria. “Casey è un pilota fantastico. Pertanto è stato preso in considerazione da noi come parte del Gran Premio d’Australia nel 2013 e nominato ‘Leggenda della MotoGP’ – ha sottolineato Ezpeleta in un’intervista rilasciata a Speedweek.com -. Casey è il benvenuto in qualsiasi momento nel Campionato del Mondo MotoGP, ma ha bisogno di un contratto e di una moto. HRC ha però deciso di dare la preferenza Aoyama. Non possiamo aggiungere altro”.

 

In passato Casey Stoner ha criticato le regole del Motomondiale e dovuto fare i conti con il lavoro troppo insistente dei mass media, ma anche questo fa parte del gioco: “Come tutte le cose della vita il motociclismo ha lati buoni e lati cattivi – ha aggiunto il CEO della Dorna -. Casey può sempre tornare al Campionato del Mondo MotoGP. Ma come tutti gli altri piloti deve accettare le regole che prevalgono qui”.

 

 

 

Luigi Ciamburro