Jules Bianchi, parla il padre Philippe: “Mio figlio sta lottando, stringe la nostra mano”

Philippe Bianchi (getty images)
Philippe Bianchi (getty images)

Era il 5 ottobre del 2014 quando Jules Bianchi sul circuito di Suzuka si è schiantato con la sua Marussia contro una gru che stava prelevando la Sauber di Adrian Sutil. L’impatto è stato tremendo a causa anche della pioggia che stava cadendo ed il pilota francese è stato successivamente trasportato d’urgenza al reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Yokkaichi dove ha subito un intervento per ridurre un ematoma al cervello. L’operazione è andata bene, ma è ancora in coma e da novembre si trova a Nizza.

 

Il padre di Jules Bianchi spiega la situazione del figlio

Il padre Philippe Bianchi è tornato a parlare ai microfoni di NiceMatin per spiegare quella che è la situazione attuale: “L’unica cosa che possiamo dire è che mio figlio sta lottando con forza, come ha sempre fatto prima e dopo l’incidente. Ogni giorno per lui è una maratona. Da un punto di vista medico le sue condizioni sono stabili. E’ abbastanza autonomo e non ha problemi fisici, tutti i suoi organi lavorano senza assistenza. Ma per ora rimane privo di sensi, in coma”.

Per quanto concerne il parere dei neurochirurghi di Nizza ha invece affermato: “Quando siamo arrivati a Yokkaichi non c’erano speranze, la prognosi era allarmista e si parlava di danni irreversibili. Ma poi è venuto a Nizza dopo 7 settimane ed ha ripreso a respirare. I medici hanno detto che neurologicamente non vi è ancora nessun intervento specifico. La cosa importante è stimolarlo, in modo tale che senta la nostra presenza al suo fianco”.

Le speranze che Jules Bianchi possa risvegliarsi e tornare a vivere esistono e il padre rivela quali motivi le tengono in piedi: “E’ giovane e forte. A volte si muove e stringe la nostra mano. Ma è un  riflesso o una reazione reale? Difficile da sapere”.

Philippe Bianchi ammette che vivere questa situazione è tutt’altro che semplice: “Il nostro mondo è crollato in quel 5 ottobre 2014. Ci sono domande alle quali è difficile rispondere. Ce la farà? In caso affermativo, vivrà da disabile o normalmente? Questo tipo di incidente colpisce più di una morte reale. E’ una tortura quotidiana”.

Sull’incidente di Jules Bianchi la FIA ha avviato un’inchiesta che ha finito per incolpare lo stesso pilota, ma il padre su questo tema è molto chiaro: “E’ stata un’indagine interna, vi hanno partecipato solo coloro che sono coinvolti. Se qualcuno è responsabile, un giorno pagherà. Francamente, sono troppo contrariato per parlarne. Preferisco concentrare le mie energie su Jules ora”.