MotoGP, Marc Marquez a Giacomo Agostini: “Valentino Rossi? Fantastico batterlo”

Marc Marquez e Giacomo Agostini (Getty Images)
Marc Marquez e Giacomo Agostini (Getty Images)

 

Da Valentino Rossi al Tourist Trophy, passando per i diversi stili di guida, fino al Motomondiale 2015. C’è tutto questo nel “duetto” di cui sono stati protagonisti il decano del motociclismo Giacomo Agostini e il campione del mondo in carica della classe regina Marc Marquez al Laureus World Sport Award, per una volta senza tuta né casco, ma in elegantissimo smoking. Un gustosissimo siparietto che si è chiuso con una scommessa lanciata dal leggendario pilota italiano: “Se batti il mio record mi offri una cena e facciamo una grande festa…”.

 

Da Leggenda a Leggenda

Allo scorso Laureus World Sport Awards, la prestigiosa cerimonia di premiazione dei grandi campioni dello sport, Marc Marquez e Giacomo Agostini hanno tenuto banco con un avvincente botta-e-risposta incentrato – va da sé – sulle due ruote. A lanciare l’amo è stato Agostini: “Io credo che la Spagna creda davvero nei giovani, allenandoli e creando una buona base – ha dichiarato il grande campione, come riporta il sito dell’evento – ; l’Italia aveva una buona scuola. La Federazione se l’è dimenticata, poi ha capito di averne bisogno, ma ora è tardi”.

Non si è fatta attendere la replica di Marquez: “Italia, Germania e Francia stanno copiando il sistema spagnolo – ha detto il Fenomeno di Cervera – : io ne sono stato un prodotto e senza sarebbe stato tutto più duro”.

 

Il confronto con il Dottore

L’attenzione è poi spostata su Valentino Rossi. “Vale ha fatto grandissime cose, ed è dura per tutti imporsi ed essere bravi come lui – ha osservato Agostini – . Abbiamo dei giovani, specialmente in Moto3, che possono sfondare, lo spero, ma perché accada Marquez deve ritirarsi… Rossi era un tuo idolo, vero? Quando eri giovane avresti pensato di batterlo?”. “Impossibile – ha risposto Marquez – , pensavo di correre contro [Jorge] Lorenzo e [Dani] Pedrosa e che Rossi si sarebbe già ritirato quando io sarei arrivato in MotoGP. Fantastico batterlo, è un grande campione, ma la cosa più grande sarebbe stata batterlo quando aveva 26/27 anni ed era al top”.

 

Ieri e oggi

I due hanno hanno poi ricordato momento più bello delle rispettive carriere. “Credo sia stato l’anno scorso, a Valencia – ha esordito Marquez -: io ero già iridato e mio fratello ha vinto il titolo Moto3. Eravamo su una nuvola. In Paradiso”. “E per te? Nei tuoi 15 anni di carriera non sarà facile sceglierne uno”, ha aggiunto lo spagnolo rivolgendosi ad Agostini. “Di norma pensi al primo titolo, o quando vinsi a Monza con 150 mila spettatori a festeggiare in pista, ma spesso penso alla mia prima vittoria – ha risposto Ago – . Avevo una noto mia, che mi ero comperato, e un fornaio come meccanico: avevamo una salsiccia, il pane e per 2-3 giorni niente altro…”.

Un capitolo a parte del dibattito è stato dedicato allo stile di guida. “Ho visto le tue gare su internet, toccavate l’asfalto con il ginocchio, mentre noi ora lo sfioriamo con le spalle e il gomito che tocca per terra – ha fatto notare Marquez – . Anche i giovani che iniziano lo fanno, l’evoluzione delle gomme lo consente”. “Noi avevamo gomme molto piccole e non potevamo piegarci troppo – ha replicato Agostini – : sei tu che hai introdotto un nuovo stile di guida, che gli altri piloti imitano, con tutto il corpo che si sporge di lato”.

Quindi i due hanno tirato in ballo il Tourist Trophy. “Ho letto e visto dei video al riguardo – ha rivelato Marquez – : il mio primo pensiero è stato ‘questi sono pazzi’: con le moto di oggi andare a 280 km/h con mura e case vicine è da matti. Non ci sono mai stato a vederlo con i miei occhi. Mi chiedo: ma tu sei mai caduto? Non ti sei mai spaventato?”. “Ai miei tempi era una corsa del mondiale, ed era obbligatoria – ha ricordato Agostini – . L’ho vinta 10 volte, ma ci ho pure perso un sacco di amici. Sono caduto una volta, in una curva lenta, su asfalto umido, mentre ero in lotta con Hailwood. Paura? Certo, c’era. Era una corsa speciale, dove sono morte 250 persone, ma questo la rendeva unica. Vincerla equivaleva a un mondiale, ma devi dimenticarti dei rischi, sennò…. Comunque mi piacerebbe invitarti al TT a fare un giro con me”.

Il siparietto si è chiuso con una serie di valutazioni e pronostici sul prossimo futuro. “Marc, quanto pensi di correre ancora?”, ha domandato Agostini. E lui: “Penso finché il corpo me lo permetterà. Ora ho 22 anni, spero di avere ancora tempo”. “Si, ma non troppo, spero, oppure batterai il mio record”, ha rilanciato Ago. E lo spagnolo: “Impossibile, dovrei correre in due categorie per farcela”. Ancora Agostini: “Potresti farlo, vinceresti il doppio”. Marquez: “Non credo di farcela a livello fisico”. “Ok, se mi batti mi inviti a cena e faremo una grande festa”, ha concluso Ago.

La prossima puntata sempre su Tuttomotoriweb.