F1, Giedo van der Garde: “In Sauber esperienza surreale. Stipendi pagati grazie a me”

Giedo van der Garde (Getty Images)
Giedo van der Garde (Getty Images)

Il caso di Giedo van der Garde ha scosso la Formula1 all’inizio del campionato e nello specifico nella gara inaugurale del Mondiale a Melbourne. In virtù di un accordo contrattuale che gli garantiva un posto da pilota titolare, l’olandese si è presentato nel box Sauber per correre nelle prove libere nonostante il team abbia invece ingaggiato Felipe Nasr e Marcus Ericsson. L’ex driver della Caterham aveva anche fatto causa, vincendola, alla scuderia svizzera e successivamente le parti hanno trovato un accordo economico per risolvere la situazione.

Giedo van der Garde nell’intervista concessa alla rivista Formule1 ha ripercorso quei giorni difficili: “Mi sono presentato nei box dicendo: ciao, sono qui per guidare. Ma poi al motorhome nessuno mi ha più detto una parola. Tutte le persone con le quali avevo lavorato in passato mi ignoravano – riporta Speedweek – Nessuno mi degnava di uno sguardo. Sono andato dal team manager, Beat Zehnder, che mi ha ficcato in mano una tuta e un paio di guanti e mi ha detto: ’eccoli’. Mi sono vestito nel box per fare il sedile, ma i pedali erano preparati per Marcus Ericsson e non si poteva cambiare nulla“.

Il pilota olandese ha proseguito il suo racconto andando più nel dettaglio e non lesinando attacchi alla Sauber: “C’erano solo due meccanici lì e tutti gli altri erano stati mandati via, ed è stato surreale visto che normalmente avrebbero dovuto tutti lavorare Non so cosa il team abbia raccontato a quei ragazzi, ma se sono onesti riconoscerebbero che hanno ricevuto i loro stipendi solo grazie al nostro pagamento anticipato nel 2014“. Grazie ai suoi sponsor infatti erano arrivati circa 8 milioni di euro, fondamentali per la sopravvivenza del team.

Una storia davvero particolare quella di Giedo van der Garde, un driver che difficilmente vedremo correre ancora in Formula1 in futuro considerando la sua scarsa abilità al volante rispetto a tanti altri colleghi più competitivi. Sicuramente il fatto di essere uno dei classici ‘piloti paganti’ potrebbe agevolarlo, ma ora come ora il cancello del Grande Circus sembra chiuso per lui.