Verona: Valentino Rossi spedisce il trofeo del Qatar a un bimbo malato

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

 

Un omaggio volto a incoraggiare e sostenere chi, come lui, continua a correre nonostante tutto – anche se in questo caso verso un traguardo più importante del podio in un circuito da MotoGP. In questo spirito Valentino Rossi ha deciso di spedire di persona la coppa vinta in Qatar – la prima della stagione 2015 – ai piccoli tifosi ricoverati nel reparto di Oncoematologia Pedriatica di Borgo Roma (Verona).

 

La corsa più importante

Il trofeo a forma di conchiglia è stato recapitato nella mani di Matteo, 9 anni e grande tifoso del Dottore, ma è idealmente un dono per tutti i piccoli ricoverati che lottano contro mali terribili come leucemia e cancro, per aiutarli ad allontanare anche solo per un attimo la mente dalla sofferenza.

A organizzare la graditissima sorpresa sono state l’onlus Abeo e le famiglie dei bambini: “Mi avevano detto che mi avrebbero portato qualcosa di speciale – racconta Matteo ai colleghi dell’Arena – . Ma non pensavo si trattasse della coppa vinta da Vale in Qatar. Averla qui è un’emozione fortissima”.

Tanto più che Matteo segue Valentino Rossi “da quando sono abbastanza grande per vedere le corse in tv con papà”. Mentre il piccolo attende con ansia che i medici gli diano il permesso di accettare l’invito del Pesarese, che nella gara del Mugello lo vorrebbe come ospite d’onore, lo staff del pilota Yamaha ha portato in dono a lui e agli altri piccoli pazienti le magliette e i cappellini gialli con il numero 46 e l’autografo del Campione di Tavullia.

“Da cinque anni giriamo i reparti pediatrici di tutta Italia – spiega Flavio Fratesi, responsabile del fan club di Valentino Rossi, sempre all’Arena – per portare ai bimbi i regali di Vale. Lui non può essere sempre con noi, ma tiene molto a questo progetto. Dall’inizio dell’anno, abbiamo già visitato 25 ospedali. E visto che a Verona sapevamo esserci un fan sfegatato, abbiamo pensato di portare la coppa”.

“Al di là della malattia, si tratta di bambini normalissimi, con le loro passioni, i loro idoli – chiosa infine il primario di Oncoematologia Pediatrica di Borgo Roma – . Ecco perché iniziative come questa sono importanti e ci danno molta soddisfazione”.