MotoGP, Paolo Ciabatti: “Quattro gare in Spagna sono troppe”

Paolo Ciabatti
Paolo Ciabatti (Getty Images)

Da tanto tempo si parla di aumentare il numero di Gran Premi della MotoGP in Sud America e nel Sud-Est asiatico, mercati in forte crescita e dove gli appassionati di corse a due ruote aumentano vertiginosamente. Il Campionato del Mondo è costituito di 18 gare, di cui ben quattro in Spagna (Jerez, Catalunya, Aragon e Valencia), due in Italia (Mugello e Misano) e due negli Usa (Austin e Indianapolis), mentre nei Paesi emergenti ci sono soltanto due gare, in Argentina e in Malesia. Un divario che presto dovrà essere colmato e, a farne le spese, sarà innanzitutto la Spagna, nonostante il grande numero di tifosi, piloti e campioni del Motomondiale.

Le prossime aperture in questo senso dovrebbero aversi con un GP in Brasile e uno in Cina, anche se nel 2016 non resta in forte dubbio. E pensare che due settimane fa, in occasione della tappa di Superbike in Thailandia, si è registrato il tutto esaurito. E la tanto attesa gara in Indonesia dovrà attendere perchè il circuito è ancora fatiscente.

“Il mondo sta cambiando e non sempre nel modo in cui ci piace”, ha detto il Direttore di Ducati Sport Paolo Ciabatti in un’intervista a Speedweek.com. “Ma questa è la realtà. Guardate il calendario di oggi: abbiamo quattro gare di MotoGP in Spagna che non hanno molto senso in una Coppa del Mondo. Ma il motociclismo è molto popolare in Spagna e tutti i campioni del Mondo MotoGP nel 2014 provengono dalla Spagna. Ci sono molti piloti spagnoli… Se ci sono quattro delle 18 gare in Spagna, che non è il calendario ideale, anche se ci sono ragioni per questo… bisogna capire!”.

Inutile negare che quattro gare in Spagna sembrano troppe e nei prossimi anni la Dorna potrebbe decidere di allungare la stagione del Motomondiale a 20 gare: “Ma questo non significa automaticamente che essi aggiungeranno due nuovi paesi e manterranno quattro gare in Spagna. Lì, una o due gare dovrebbero essere rimosse”, ha concluso Paolo Ciabatti.