MotoGP, Dani Pedrosa: “Nessuno sa bene cosa succederà”

Dani Pedrosa (Getty Images)
Dani Pedrosa (Getty Images)

 

I problemi di sindrome compartimentale all’avambraccio destro di cui soffre Dani Pedrosa si risolvono generalmente nel giro di poco tempo, per cui la Honda spera ancora che il pilota partecipi al prossimo GP del Texas.

Il team principal della Repsol Honda Livio Suppo aveva tra l’altro anticipato, subito dopo la fine del GP del Qatar di domenica scorsa, la possibilità di un’operazione eseguita da uno specialista nei Paesi Bassi.

Intanto tra gli addetti ai lavori si consolidano i rumors che danno il collaudatore Hiroshi Aoyama come candidato numero 1 alla sostituzione, dopo l’annuncio iniziale di un ritorno alle competizioni di Casey Stoner, al momento dato come molto improbabile.

Si è aperto in ogni caso uno scenario di “incognite” che ben pochi potevano immaginare anche solo pochi giorni fa.

 

Uno scenario di incognite

Il “polverone” è nato però da un disturbo che Dani Pedrosa accusava da tempo, e che probabilmente è stato sottovalutato tanto dagli insider della disciplina quanto dai semplici osservatori. “Anche l’anno scorso ne ho sofferto qui in Qatar”, ha dichiarato il pilota della Honda, come riportato dai colleghi di Speedweek. E la circostanza “ha inciso sull’andamento della stagione… Proprio per questo motivo i miei risultati nel 2014 non sono mai stati buoni come ci aspettavamo”. Detto questo, Pedrosa confida di avere “tutto il tempo per cercare di affrontare i problemi e tacitare le lamentele”.

Con l’occasione, il pilota spagnolo ha svelato anche qualche “retroscena” legato ai suoi problemi fisici. “Il dialogo con i medici non è stato facile- racconta Pedrosa – , non ho avuto diagnosi né suggerimento utile”. Di più: i medici si sono dimostrati “incompetenti”.

Dopo il GP di Jerez si è sottoposto a un nuovo intervento, ma “ma non ha avuto successo”, e in inverno ha “girato mezzo mondo per ottenere il maggior numero di pareri medici”, nell’obiettivo di “sapere se un’ulteriore operazione sarebbe stata utile per preparasi al meglio al Mondiale 2015”. Risultato: “Le risposte di tutti i medici sono stati identiche: il consiglio era di non sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico. I rischi erano troppo grossi”.

Pedrosa ha dunque “cercato di seguire questo suggerimento”, facendo riposare – per quanto possibile – l’avambraccio durante gli allenamenti ed “evitando in ogni caso di sovraccaricarli”. Dopo la prima gara dell’anno, però, si è reso conto di non poter affrontare l’impegno di una nuova stagione agonistica. La pur dolorosa ammissione di impotenza “era l’unica scelta”.

“Ora devo trovare una via d’uscita e vedere come risolvere il problema con l’avambraccio – annuncia Pedrosa – . Posso andare oltre le gare… il mio principale obiettivo adesso è questo”. Anche se “in assenza di risposte certe, ovviamente nessuno sa bene cosa succederà. Spero che presto averemo più notizie. Mi rimetterò in viaggio e consulterò un altro medico”.

“Nel frattempo – conclude – , vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo momento difficile, e tutti i miei fan”, perché “nonostante la situazione nessuno mi ha abbandonato”.