F1, James Allison: “Ferrari in Cina sarà competitiva come in Malesia”

James Allison (Getty Images)
James Allison (Getty Images)

James Allison è sicuramente uno degli artefici della rinascita della Ferrari in Formula1. Approdato a Maranello per la prima volta nel 1999, ha poi lavorato per la Benetton successivamente diventata Renault e Lotus dal 2005 al 2013. Nel luglio 2013 è diventato direttore tecnico della scuderia italiana e i frutti del suo lavoro si stanno vedendo in maniera evidente ora che la monoposto è competitiva ed è tornata a vincere con Sebastian Vettel a Sepang.

L’ingegnere inglese nel post gara sembrava visibilmente emozionato per il risultato ottenuto, frutto di un grande sforzo di tutta la squadra dopo un 2014 molto negativo. La Gazzetta dello Sport quest’oggi ha ripreso alcune sue interessanti dichiarazioni sulla vittoria in Malesia: «È sempre bello vincere. Ma c’è qualcosa di speciale a riuscirci con la Ferrari. Una sensazione elettrizzante. Tutti i team lavorano duro in F.1, ma dietro al lavoro duro di Maranello ci sono una storia e una tradizione di successi enormi, che si vedono in ogni angolo della fabbrica e che sono fonte di motivazione anche in periodi difficili. Hanno le aspettative di un’intera nazione alle spalle, perché gli italiani amano la Ferrari, e questo rende più grande l’orgoglio quando si vince».

 

James Allison come Ross Brawn?

James Allison è il cervello del team, l’uomo che prende decisioni strategiche e tecniche, ma rimane umile nonostante qualcuno si azzardi già a paragonarlo a Ross Brawn: «Beh, lui ha vinto decine di Mondiali, io ancora zero. Se in futuro riuscissi anche solo ad avvicinarmi ai suoi successi, sarei molto fortunato. Ioon ho disegnato un solo pezzo di questa macchina. Ci sono tanti ingegneri molto talentuosi che l’hanno fatto (come lo chief designer Simone Resta e il capo dei motoristi Mattia Binotto; ndr). Io mi occupo di prendere delle decisioni e di farle realizzare rapidamente».

La Ferrari SF15-T possiede assetti picchiati in avanti come la Red Bull progettata da Adrian Newey e non consuma eccessivamente le gomme come la Lotus di qualche stagione fa che con James Allison e Kimi Raikkonen ottenne grandi risultati. Ma la monoposto rossa ha anche un’altra importante qualità: «Abbiamo un pacchetto di raffreddamento molto efficace dal punto di vista aerodinamico, che ci ha permesso di smaltire le temperature della power unit senza troppi sfoghi d’aria sulla carrozzeria. Il merito va a chi ha lavorato in galleria del vento».

Infine l’ingegnere britannico ha indicato gli obiettivi della scuderia di Maranello facendo anche una previsione di dove potranno trovarsi le Ferrari nel prossimo gran premio che si correrà in Cina: «L’obiettivo è chiudere del tutto il divario con le Mercedes ed essere certi di potere lottare con loro in ogni gara. È ovvio che non si fermeranno, ma anche noi abbiamo previsto un programma di sviluppo serrato durante la stagione e siamo convinti di poter estrarre molta prestazione dalla macchina nei prossimi gran premi. Sono convinto che in Cina saremo competitivi come a Sepang».