Tragedia Airbus A320: ipotesi suicidio per il copilota Andreas Lubitz

Rottami dell'Airbus A320
Rottami dell’Airbus (getty images)

Nelle ultime ore avanza l’ipotesi che il copilota dell’Airbus A320, Andreas Lubitz, 28enne di Montabaur, si sia volutamente schiantato contro le Alpi francesi. Secondo il procuratore di Marsiglia che lavora sul caso c’era “la volontà deliberata” di far precipitare l’aereo della Germanwings in un tentativo di suicidio.

L’uomo di origine tedesca si trovava da solo all’interno della cabina comandi del velivolo quando l’aereo si è infranto contro le montagne. Il comandante di bordo Patrick S. era chiuso fuori dalla cabina ed ha cercato in tutti i modi di rientrare tentando di sfondare la porta. Secondo le spiegazioni offerte dal procuratore Brice Robin Andreas Lubitz “ha azionato il bottone che comanda la perdita di quota” e in pochi minuti l’aereo è passato da 12mila a 2mila metri di altitudine. Il copilota lavorava da pochi mesi per la compagnia aerea ed aveva alle spalle solo un centinaio di ore di volo.

Adesso sarà compito degli inquirenti stabilire se si tratta di suicidio o attentato. Secondo i dati della scatola nera “negli ultimi 10 minuti di volo, dopo l’uscita del comandante, nella cabina di pilotaggio si sente soltanto il respiro del copilota. Non si sente alcuna parola”. Pochi secondi prima dell’impatto si sentono le urla disperate dei passeggeri ormai consci del loro destino. Dalla cabina comandi non è stato lanciato nessun mayday e “non è stata data risposta ai numerosi appelli lanciati dai controllori aerei”.