F1, Rubens Barrichello: “Uno dei 7 titoli di Michael Schumacher era mio”

Rubens Barrichello e Michael Schumacher (Getty Images)
Rubens Barrichello e Michael Schumacher (Getty Images)

 

A vincere il campionato del mondo di F1 nel 2002 avrebbe dovuto essere Rubens Barrichello, e solo per un caso fortuito – leggi: gli ordini di scuderia imposti dall’allora team principal della Ferrari Jean Todt – Michael Schumacher ha potuto portare a casa uno dei suoi sette titoli iridati. A dichiararlo è lo stesso pilota brasiliano in un’intervista appena rilasciata a una nota emittente televisiva del suo paese, Rede Baiderantes, con la quale ha ripercorso – a oltre 12 anni di distanza – i fatti del Gran Premio d’Austria 2002 e le ragioni per cui non ha potuto coronare il suo sogno.

 

Ritorno al Mondiale del 2002

Com’è noto, Barrichello e Schumi sono stati compagni di squadra sotto le insegne della Ferrari per ben sei stagioni, dal 2000 al 2005. Solo oggi, però, il pilota di San Paolo ha deciso di far luce sulle anomalie che avrebbero caratterizzato la gestione Todt, in particolare nel 2003, quando obbedì a un ordine dall’alto e fece un passo indietro rispetto al collega tedesco, sacrificando così la sua (meritata) vittoria.

“Dei sette titoli di Michael Schumacher, uno avrebbe dovuto essere mio”, ha dichiarato Roubinho. “Non avevo alcuna intenzione di lasciarlo passare, ma ho ricevuto una comunicazione dalla Ferrari che mi ha fatto pensare, così ho alzato il piede dal gas”.

Il 42enne, oggi campione in carica delle stock car brasiliane, è stato spesso considerato più lento dei suoi compagni di squadra, ma questo “non mi interessa”, ha assicurato Barrichello alla tv brasiliana. “Mi interesserebbe solo se parlassero male della mia famiglia – ha aggiunto – . Sto continuando a fare quello che mi piace e ho ancora la possibilità di dimostrare al Brasile che sono un buon pilota”.

Una bella lezione di sportività, non vi pare?