F1: Bernie Ecclestone difende la Red Bull e attacca la Federazione

Bernie Ecclestone (Getty Images)
Bernie Ecclestone (Getty Images)

 

Il grido di dolore della Red Bull – che all’indomani del GP d’Australia si è detta pronta ad abbandonare il Circus, puntando il dito sulla presenza di regole senza senso e finora vantaggiose per la sola Mercedes – non lascia indifferente Bernie Ecclestone. A quanto pare il Supremo della F1 condivide in pieno le rimostranze dei boss della Red Bull (è noto d’altra parte che non ha mai nascosto la sua ostilità nei confronti del regolamento introdotto lo scorso anno) e auspica un cambiamento a livello organizzativo.

“Mi chiedete se andrà via? Chi può saperlo? – ha dichiarato Ecclestone all’agenzia Reuters, consapevole di avere con il team austriaco un contratto valido fino al 2020 – . Personalmente credo abbiano al 100% ragione a lamentarsi”. “Da quanto ne so – ha spiegato – l’ex Presidente FIA Max Mosley aveva inserito nel regolamento una articolo secondo cui in caso di strapotere di una scuderia o di un motorista la Federazione poteva intervenire direttamente per livellare le prestazioni. Stiamo vivendo una situazione di quel genere, dunque penso sia giunto il momento di fare qualcosa”.

 

Rivelazioni scottanti

Il patron della Formula One Management (FOM) ha poi lanciato una vera e propria “bomba” parlando ai microfoni di Sky Sport 24 della power unit Mercedes, autentico fiore all’occhiello delle Frecce d’Argento. A suo dire, la Mercedes avrebbe un enorme vantaggio tecnico nella power unit grazie alla progettazione del motore insieme a gli uomini della Federazione Internazionale…

“Loro sapevano un po’ di più della power unit – ha affermato Ecclestone – perché le persone della Mercedes erano a stretto contatto con la Federazione Internazionale, per definire il concetto di questo motore”. “Per questo – ha aggiunto – hanno avuto un inizio così forte e l’hanno portato avanti e ora qualcuno li deve riprendere. Potevi azzeccare il progetto o sbagliarlo – e gli uomini della Renault, che tanto hanno spinto per questa rivoluzione, hanno fallito”.

Resta però da capire come mai Ecclestone abbia deciso di rilevare questa clamorosa verità solo ora, invece di denunciare subito la grave scorrettezza. Una cosa è certa: la guerra tra il promotore del campionato e la Federazione che ha in mano la gestione delle regole è solo cominciata…