Kevin Schwantz: “Per Valentino Rossi e Marc Marquez la MotoGP non è un lavoro”

Marc Marquez e Valentino Rossi
Marc Marquez e Valentino Rossi (getty images)

Il Mondiale 2015 di MotoGP è quasi alle porte e ancora una volta la Honda di Marc Marquez partirà da super favorita, come dimostrato dai tempi realizzati nei primi test di Sepang. Il binomio moto-pilota sembra inscalfibile da due anni a questa parte e il campione di Oviedo potrebbe realizzare uno storico tris che lo proietterebbe ulteriormente nella storia, ai confini con la leggenda.

Ma chi può fermare Marc Marquez? Il duo più accreditato è formato da Jorge Lorenzo e Valentino Rossi anche se la Yamaha M1 non sembra ancora aver colmato il gap, nonostante l’innesto del nuovo cambio full seamless. E allora come si può battere il fenomeno di Oviedo? Una risposta parziale è stata fornita dall’ex campione iridato della classe 500 Kevin Schwantz in una lunga intervista a Crash.net.

Quando correvo contro qualcuno che sembrava più in forma di me in un weekend di gara, la mia strategia era soltanto di sfruttare ogni opportunità per mettermi davanti a lui. Anche se era una mossa ‘banzai’ in staccata, ma serviva per spezzare il loro ritmo. A volte funzionava, altre volte no… Se segui e basta, sei costretto a vedere aumentare il distacco e probabilmente si finisce per essere battuti in ogni caso”.

 

L’ex campione americano elogia il campione di Tavullia

L’esempio più recente di questa tattica è la celebre manovra a Laguna Seca del 2008 quando Valentino Rossi superò lo storico rivale Casey Stoner. Ma pare che Marc Marquez sia un avversario più ostico, che “prova subito a rimettersi davanti all’avversario” quando viene sorpassato.

“Marquez ha mostrato un livello di padronanza che non si vedeva dai tempi di Valentino Rossi“, anche se nella scorsa stagione ha commesso alcuni errori evitabili, “ma te lo puoi permettere quando hai tre gare di vantaggio sugli avversari. Non lo abbiamo ancora visto fare errori gravi prima di allora”.

Fino a prova contraria il nove volte campione del mondo è stato l’unico a poter dare filo da torcere a Marc Marquez nella scorsa stagione e secondo Kewin Schwantz il segreto è che “Valentino non la prende come un lavoro e penso che Marquez ha un atteggiamento simile… Penso che tanti piloti guardano come fosse un lavoro. Bisognerebbe andare a fare un lavoro normale e capire che cosa significa davvero lavorare… E ‘stato interessante conoscere Rossi da ragazzino e vederlo ancora oggi. Sta avendo un grande momento e ama quello che fa. E’ uno dei pochi per cui la fama e la fortuna non sono mai cambiate”.