Incidente Fernando Alonso: team F1 pronti a boicottare il GP d’Australia?

La McLaren-Honda di Fernando Alonso
La McLaren-Honda di Fernando Alonso (getty images)

Il mistero sull’incidente di Fernando Alonso s’infittisce tanto che nelle ultime ore ritorna a farsi largo l’ipotesi di una probabile scossa elettrica, tesi subito smentita dal momento che pareva assurda.

Ma sono in tanti a non credere più al vento come causa dell’impatto sul circuito del Montmelò tanto che secondo il giornale tedesco ‘Sport Bild’ i team sarebbero pronti a boicottare il Gran Premio di Melbourne, a meno che l’ipotesi della scossa elettrica non venga smentita categoricamente e con tanto di prove certe.

Secondo la medesima fonte il pilota spagnolo sarebbe stato trovato in evidente stato confusionale subito dopo l’incidente dello scorso 22 febbraio, tanto da credere di essere al volante della sua ex monoposto Ferrari e parlare italiano. Notizie che non hanno trovato finora conferme da parte del diretto interessato, ma che rimbalzano sul web ormai da tempo e con una certa insistenza. Un malore che avvalorerebbe l’ipotesi della scossa elettrica.

Un’eventualità che incute un certo timore nei box delle varie scuderie in quanto metterebbe in discussione la sicurezza dei motori ibridi. Secondo una fonte interna ai team di Sport Bild “se un aereo ha un incidente, e c’è anche un piccola possibilità che sia dovuto a un guasto del sistema, tutti gli aerei di quel tipo rimangono a terra”. D’altronde Fernando Alonso avrebbe chiesto chiarimenti alla McLaren prima di rimettersi al volante della McLaren-Honda, stando a quanto affermato dallo stesso magazine teutonico.

 

Giancarlo Minardi invita la Fia a dire la verità

Dopo le accuse di Ivan Capelli e Fabrizio Barbazza a non credere al comunicato ufficiale del team britannico c’è anche Giancarlo Minardi, che nel 2001 fece esordire Fernando Alonso in Formula 1: “Manca la verità sui motivi per cui è avvenuto. L’omertà in questi casi non serve, non aiuta – ha detto in un’intervista a ‘Repubblica’ -. La Fia, a parte il dramma di Bianchi, in questi anni ha fatto passi da gigante in materia di sicurezza, è proprietaria della scatola nera, ha tutti gli strumenti per appurare la verità. E sarebbe auspicabile che fosse nota prima della gara in Australia”.

Giancarlo Minardi inoltre invita la Fia a dire esplicitamente la verità al termine dell’inchiesta avviata qualche giorno fa e rifiuta l’ipotesi del vento come causa dell’impatto al Montmelò: “So che c’è un’inchiesta Fia, magari a team e piloti hanno già detto qualcosa, ma per il bene della F1 stavolta non ci possono essere informazioni secretate… Non ho mai visto il vento che porta via una macchina. A quella velocità poi…”.