Furto auto: ecco il “vademecum” per le vittime

(Getty Images)
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Qual è l’iter da seguire per chi viene derubato della propria automobile? La domanda può sembrare peregrina, ma ha decisamente il suo “perché”, visto che in Italia il furto d’auto continua a essere uno dei crimini più diffusi. Come già riportato da Tuttomotoriweb, ogni giorno vengono rubati 298 autoveicoli al giorno (12 ogni ora), e di questi meno del 50% torna nelle mani del proprietario.

Col tempo, grazie soprattutto ai nuovi – ma spesso vulnerabili – sistemi elettronici, i ladri di automobili sono inoltre diventati sempre abili e veloci: se negli anni ’90 per rubare un’auto servivano mediamente 9 minuti, oggi ai più “bravi” bastano 14 secondi.

Resta la domanda iniziale: cosa fare se si subisce il furto della propria auto? Ecco un rapido “vademecum” per districarsi nel labirinto della burocrazia e non commettere errori.

1. Sporgere denuncia presso le autorità

La prima cosa da fare nella malaugurata ipotesi che la propria auto sia stata rubata è recarsi presso la più vicina stazione dei Carabinieri (o Commissariato di Polizia) per sporgere la denuncia di furto. Non occorre la presenza di un avvocato né una querela già compilata: saranno le forze dell’ordine a raccogliere le dichiarazioni della parte lesa e a completare il verbale, dove andranno specificati i dati dell’auto, l’ora (presumibile) e il luogo in cui è avvenuto il furto, oltre alla descrizione di eventuali oggetti di valore conservati nell’abitacolo.

Qualora insieme all’auto fossero stati rubati anche la carta di circolazione e il certificato di proprietà, occorre farlo presente alle autorità, che dovranno menzionare i documenti sottratti nella denuncia di furto (successivamente bisognerà presentare il modello NP3C in doppia copia originale).

Vale la pena di ricordare che la denuncia alle autorità è necessaria non solo per consentire alle stesse, in caso di ritrovamento del mezzo, di restituirlo al legittimo proprietario, ma anche per cautelarsi da eventuali reati o sinistri stradali che dovessero veder coinvolto il proprio veicolo (evitando al tempo stesso un aumento del premio della polizza).

2. Informare la compagnia assicurativa

La vittima del furto d’auto deve recarsi tempestivamente – anche se non ha sottoscritto una polizza accessoria “furto e incendio” – presso la propria compagnia di assicurazioni con una copia della denuncia (vedi sopra) per dichiarare il furto del mezzo, o in alternativa inviare la dichiarazione con raccomandata a/r. Una copia della dichiarazione controfirmata dall’agente (che ne attesta la data e il contenuto) dovrò essere conservata dall’assicurato (specialmente se coperto da polizza contro il furto, essendo la dichiarazione stessa necessaria per avviare le pratiche di liquidazione).

Non appena ne presentata una denuncia di furto alle autorità, la Procura della Repubblica competente apre un “fascicolo” e – decorsi i termini previsti dalla legge – la copia del certificato di chiusura inchiesta (attesterà che le autorità competenti non sono riuscite a ritrovare la tua auto rubata) dovrà essere a sua volta presentato ai fini della pratica di risarcimento.

3. Richiedere il certificato di “perdita di possesso”

A questo punto la vittima del furto (o un suo delegato) dovrà recarsi al Pra (Pubblico registro automobilistico) munito della copia conforme della denuncia, della Carta di Circolazione e del certificato di proprietà  – o, qualora fossero stati anch’essi rubati, del modello NP3C in doppia copia originale – per richiedere il certificato di “perdita di possesso” dell’auto, grazie al quale potrà evitare di pagare il bollo auto (altrimenti obbligatorio).

In caso di ritrovamento dell’auto, sarà necessario rivolgersi nuovamente al Pra per il certificato di “rientro in possesso” entro 40 giorni, e darne poi comunicazione alla compagnia assicurativa.