F1: Fernando Alonso sotto osservazione, la dinamica dell’incidente è un ‘giallo’

(foto Twitter)
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Dopo il brutto incidente di ieri, Fernando Alonso ha trascorso la notte all’Hospital General de Catalunya di Barcellona e resterà probabilmente sotto osservazione anche la prossima (i medici decideranno il da farsi in base alla TAC cui verrà sottoposto stamattina).

La situazione è sotto controllo, ma questa è la procedura normalmente applicata per traumi di forte entità come quello riportato dallo spagnolo sulla pista di Montmelò in seguito all’impatto della sua McLaren contro le barriere interne della curva 3.

 

Una dinamica tutta da chiarire

Pur avendo superato tutti gli esami cui è stato sottoposto, che non hanno rilevato danni, Fernando Alonso resta dunque in terapia intensiva perché il suo stato richiede un monitoraggio continuo: la sua permanenza in ospedale potrebbe dunque prolungarsi di altre 24 ore. Al fianco del pilota ci sono i genitori e il manager Luis Garcia Abad, che ieri – assieme al dirigente del team Bouiller – ha speso parole rassicuranti sulle sue condizioni di salute.

Le dichiarazioni dei tecnici della McLaren, tuttavia, non sono bastate a dissipare una serie di perplessità sulla dinamica dell’accaduto. Oltre alla spinta del vento, restano in ballo sostanzialmente due ipotesi: un problema sulla vettura o un malore del pilota. Da una ricognizione in pista sarebbero emerse in particolare le “tracce” di una frenata di Fernando Alonso (che dunque non sarebbe stato colto da alcuna scossa elettrica), ma – giallo nel giallo – sull’asfalto del circuito vi sarebbe il segno di una sola gomma.

E quell’unica striscia nera dimostrerebbe che a frenare è stata solo la ruota destra (dato che sul lato sinistro non vi è alcun segno visibile). Tutto ciò avvalorerebbe dunque l’ipotesi di un guasto meccanico, ma – in assenza di chiarimenti ufficiali da parte della McLaren – resta da capire quali possano esserne state le cause.

A far luce sull’accaduto potrebbe essere nelle prossime ore lo stesso Fernando Alonso, che avrebbe confidato a chi lo assiste di ricordare tutto e di non aver perso conoscenza a seguito dell’impatto. La violenza dello scontro (tale da superare la soglia di 15 G che attiva il sensore FIA posto nell’abitacolo), in particolare, gli avrebbe fatto temere che potesse riportare danni alla colonna vertebrale che, fortunatamente, sono stati invece scongiurati.