Incidenti stradali: chi paga la negoziazione obbligatoria?

(Getty Images)
(Getty Images)

 

La prossima data che tutti gli automobilisti dovrebbero segnare sul calendario è il 9 febbraio. Da lunedì, infatti, entrerà in vigore la “negoziazione assistita” obbligatoria in caso di incidente in cui siano coinvolti veicoli o natanti, come previsto dal decreto legge 132/2014. Vediamo insieme di cosa si tratta e – soprattutto – a chi competono le spese.

 

Cosa cambia dal prossimo 9 febbraio

In sostanza, dal 9 febbraio in caso di contenzioso relativo a un incidente stradale – e nei casi in cui la richiesta di risarcimento danni non superi il tetto di 50mila euro – sarà obbligatorio tentare la strada della negoziazione prima di andare davanti al giudice e avviare un processo “tradizionale”.

Scopo del decreto è evidentemente quello di limitare il ricorso all’azione giurisdizionale, anche in considerazione del numero spropositato di cause civili che intasano i tribunali, mediante lo strumento della “negoziazione assistita”. Gli avvocati delle parti dovranno dunque redigere una “convenzione di negoziazione assistita” che preveda un termine concordato per la risoluzione della lite di non meno di un mese e non più di tre, prorogabile consensualmente per altri 30 giorni.

L’aspetto più interessante riguarda però i costi. Se la negoziazione assistita è obbligatoria, infatti, paga lo Stato. Se invece si sceglie la negoziazione facoltativa, paga il cittadino. Nel primo caso, all’avvocato dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato occorre fornire al legale una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e all’occorrenza produrre la documentazione che prova la veridicità di quanto dichiarato.