ACI: “Un secondo esame per guidare le auto potenti”

 

(Getty Images)
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Un nuovo piano in materia di sicurezza che preveda “interventi massicci” per mettere a norma le strade cittadine, un secondo esame prima di affidare ai giovani la guida di auto potenti e misure efficaci contro gli automobilisti che non pagano bollo e assicurazione. A proporlo è l’Automobile Club d’Italia (ACI) in occasione del 110° anniversario della sua fondazione, ricorrenza celebrata con il convegno “L’ACI e la storia dell’auto in Italia”, aperto dal presidente Angelo Sticchi Damiani a Torino, dove il Club nacque nel 1905.

Il nuovo piano per la sicurezza

Il tema della sicurezza, ha spiegato il presidente dell’ACI Sticchi Damiani, “è sempre stato nel nostro ‘core business’. Ma ora più che mai bisogna investire: le vittime sulle strade italiane sono ancora troppe, 3.400 in un anno, e il 42-43% si concentra nei centri urbani: un dato inaccettabile che purtroppo spesso sfugge all’opinione pubblica”.

L’ACI propone quindi di destinare il 50% degli introiti delle multe per violazioni del Codice della strada a interventi per rendere le città meno insicure. “Servono rotatorie nelle periferie al posto dei semafori ad intermittenza, attraversamenti pedonali illuminati, piste ciclabili realizzate rispettando tutti i canoni di sicurezza”, sottolinea Sticchi Damiani, ricordando come “gli incidenti stradali sono in Italia la prima causa di morte fino a 24 anni”. Ecco perché a suo avviso “sarebbe opportuno che il nuovo Codice della strada introducesse un secondo esame, dopo un corso di guida sicura, per concedere ai giovani di guidare le auto potenti”.

C’è poi l’emergenza delle auto senza assicurazione: “Ne viaggiano 4 milioni, avevamo un’idea per eliminare questo fenomeno, ma ci hanno fermato – afferma Sticchi Damiani – . Mi piacerebbe che quando si formulano buone proposte non venissero stoppate. Perché siamo la più antica istituzione italiana nel campo della mobilità ed oltre avere competenza ed esperienza in materia di sicurezza, il nostro know how consente risparmi per le istituzioni e benefici in termine di semplificazione delle procedure. Siamo pronti a fare di più, siamo un risparmio per lo Stato”.

Il presidente dell’Anci Piero Fassino, ospite del convegno torinese, si è detto pronto “a un’iniziativa comune con l’Aci contro l’elusione fiscale e contro tutte le forme di inquinamento del mercato automobilistico. E più in generale a collaborare per politiche che diano servizi migliori ai cittadini”.