Il papà di Kevin Ferrari racconta il suo campione: “Era come il Sic”

(foto Twitter)
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Kevin Ferrari, il giovane pilota morto pochi giorni fa a soli 24 anni durante le prove di un’esibizione nell’ambito del Festival del circo di Montecarlo (i funerali si sono tenuti domenica scorsa), era nato e cresciuto con la passione per le due ruote, amava soprattutto i salti e aveva un carattere allegro e bonario. A raccontarlo è suo papà Marcello, che a pochi giorni dal tragico incidente ha deciso di parlare del suo “campione” in una lunga e toccante intervista al Resto del Carlino.

 

Una vita breve ma intensa

Il compianto Kevin era a suo modo “figlio d’arte”. “Sia io che mia moglie Ines – spiega il sig. Ferrari nell’intervista –  siamo motociclisti. Lei ha usato una Guzzi Lario 650 fino a 23 anni, quando ha avuto il primo figlio. Io ho comprato la mia prima moto appena ho potuto permettermela, a 24 anni, poi ne ho sempre avuta una. Caricavamo i figli in moto con piccoli caschi su misura per loro e poi partivamo. Kevin ha cominciato con le minimoto, poi anche suo fratello Efrem ha preso la moto da cross e anche Kevin si è appassionato”.

Una passione così travolgente da convincerlo ad abbandonare il lavoro di idraulico per dedicarsi totalmente al freestyle. Allora Kevin aveva 18 anni, ma già era stato notato da Max Bianconcini, il più illustre e importante pilota italiano nella categoria. “Se non salto, la mia vita non sa di niente”, diceva Kevin. “Ha studiato per un anno, ma non era la sua strada – ricorda il papà – . Ha fatto il pizzaiolo e poi l’idraulico all’Idraulica 88 di Campogalliano di Lorenzo Foroni. Ha poi cominciato con il freestyle. Gli è sempre piaciuto volare, fin da piccolo: sua madre gli aveva cucito un mantello da Batman, lui lo indossava e si buttava dalle sedie e dai tavoli. Max Bianconcini gli disse che aveva le capacità per migliorare e gli suggerì di prendersi un anno o due per provarci, lasciando il lavoro. Aveva diciott’anni: cominciò ad allenarsi a tempo pieno”.

Il fatto di “averlo sempre assecondato nella sua passione” è, per i genitori di Kevin, l’unico motivo di consolazione in questo momento così difficile e doloroso. “Kevin voleva il bene di tutti – prosegue il padre – . E poi era estroverso: gli piacevano il casino e la compagnia. Il mio Kevin era proprio come Sic, una sua fotocopia. Ha avuto una vita breve ma intensa”.

Il signor Marcello non manca di ringraziare la principessa Stéphanie di Monaco, che “ci ha abbracciati, si è adoperata in ogni modo per sbrigare le procedure e ha offerto ospitalità in albergo a tutta la mia famiglia”. Un pensiero, infine, va agli amici di Kevin e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. “Tanti giovani hanno scritto messaggi bellissimi – conclude – : voglio ringraziarli di cuore”.

Alla famiglia Ferrari l’affetto e la vicinanza di tutta la redazione di Tuttomotoriweb.