Autovelox, la Cassazione rende più difficili i ricorsi agli automobilisti

Autovelox
Foto dal web

La Corte di Cassazione ha deciso di rendere più complicato per gli automobilisti il ricorso per le multe prese grazie alle foto scattate dagli autovelox.

Se di norma le multe andrebbero contestate immediatamente per essere valide, bloccando l’auto l’auto e redigendo il verbale, il codice stradale prevede delle eccezioni che consentono alla polizia è legittimata a elevare la contravvenzione senza contestazione immediata. Tra queste rientra anche il caso delle contravvenzioni causate dai sistemi elettronici di rilevamento della velocità e dunque anche degli autovelox. Al prefetto viene consentito di indicare tramite decreto le strade nelle quali la contestazione immediata non è possibile per i problemi legati alla circolazione che ne deriverebbero dalla fermata dell’auto.

La Corte di Cassazione ha dunque previsto che per rendere valide le multe accertate con strumenti elettronici e non contestata immediatamente sarà da ora sufficiente indicare nel verbale redatto dalle forze dell’ordine gli estremi del decreto prefettizio che autorizza la contestazione differita. Lo stesso decreto non va neppure allegato.

Ora la situazione cambia. Se prima il Giudice di Pace chiedeva alla polizia di indicare i motivi concreti che avevano impedito il blocco dell’auto nei casi di verbali con mancata contestazione immediata, pena la nullità dei verbali stessi, adesso è tutto molto più semplice e questo agli automobilisti non farò sicuramente piacere.