F1: la FIA studia “eccezioni” alla superlicenza

(Getty Images)
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Le regole sulla concessione del permesso di guida in F1 diventano più stringenti, ma saranno comunque possibili eccezioni, purché ben motivate. A dichiararlo è la Fia, che dopo le polemiche degli ultimi giorni fa una parziale macia indietro citando l’esempio di Michael Schumacher, il quale nel 2010 poté tornare a correre dopo anni di inattività.

Il “caso Schumacher”

Parlando dei nuovi criteri che la Fia ha introdotto per rendere più selettive le regole per l’accesso in F1,un portavoce della stessa Federazione ha spiegato che il ritorno di Michael Schumacher nel 2010 (alla fine del 2006, come molti di voi ricorderanno, si era ritirato) sarebbe stato possibile anche con le nuove e più stringenti regole in materia di “superlicenza” appena varate.

“Uno degli obiettivi del nuovo sistema di superlicenza introdotto – ha dichiarato della Fia – era quello di limitare il numero delle eccezioni. Ovviamente, e il caso di Michael Schumacher del 2010 lo era, in caso di eccezioni considerevoli c’è comunque la possibilità di consultare il Consiglio mondiale”.

Cosa prevede il nuovo regolamento? La norma base è che dal 2016 per poter partecipare a un fine settimana di F1 un pilota dovrà soddisfare una serie di requisiti: avere 18 anni compiuti, essere titolare di una regolare patente di guida, saper rispondere a domande sul regolamento sportivo, aver completato l’80% di due intere stagioni di campionati specifici e percorso almeno 300 km su F1 a velocità di gara e oltre una due giorni di lavoro.

Inoltre, i piloti acquisiranno punti in alcune categorie dell’automobilismo, e per poter avere una superlicenza ne serviranno 40 o più in un triennio. Solo 5 serie daranno subito 40 punti al vincitore della classifica generale: un futuro campionato di F2, l’attuale GP2, l’Europeo F3, il Mondiale endurance e la Indy Car americana.