Incidenti stradali: scatta l’obbligo della “negoziazione assistita”

(Getty Images)
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Novità in vista sul fronte delle procedure per ottenere il risarcimento del danno in caso di sinistri stradali. Dal prossimo 9 febbraio, infatti, per effetto dell’entrata in vigore della recente riforma del processo civile, dopo aver inviato la diffida all’assicurazione e attesi i termini legali per il risarcimento (60 giorni per danni a cose e 90 giorni per danni a persone) non si potrà più agire direttamente in giudizio, notificando l’atto di citazione, ma bisognerà prima intraprendere un percorso con finalità conciliative che va sotto il nome di “negoziazione assistita“.

 

Come funziona?

 

La “negoziazione assistita” è una sorta di mix tra la procedura di mediazione e l’arbitrato e consiste nel tentativo delle due parti di risolvere la vertenza al di fuori dalle aule del tribunale, stipulando un accordo con l’assistenza dei rispettivi avvocati; accordo che – se raggiunto – avrà lo stesso effetto di una sentenza.

D’ora in avanti, dunque, chi intendesse agire legalmente nei confronti di una compagnia assicurativa per questioni relative ai danni da circolazione di veicoli e natanti dovrà prima inviare alla controparte – tramite un legale di fiducia – un invito a stipulare una “convenzione di negoziazione assistita” volta a dirimere la controversia in via bonaria. Diversamente, il giudizio non potrà essere intrapreso.

La riposta alla comunicazione inviata dall’avvocato della parte danneggiata deve arrivare entro massimo 30 giorni, dopo di che sarà possibile procedere direttamente in tribunale. Viceversa, se la controparte aderisce all’invito si apre una fase conciliativa che può portare a due esiti: 1) le parti non raggiungano alcun accordo e a quel punto ognuno è libero di decidere se agire in giudizio o meno; 2) l’accordo viene raggiunto e acquista il valore di titolo esecutivo, ossia di una vera e propria sentenza.

Resta il fatto che i tempi di attesa possono arrivare a 120 giorni: ai 60 o 90 necessari per i danni a cose o a persone, infatti, se ne dovranno aggiungere almeno altri 30 (se si esclude il tempo necessario per redigere la lettera, la spedizione e la ricezione della stessa). La speranza è che i soliti “furbetti” non se ne approfittino…