MotoGP, Davide Brivio: “L’obiettivo della Suzuki è vincere”

Davide Brivio (getty images)
Davide Brivio (getty images)

La Suzuki nel 2015 tornerà a partecipare al Mondiale di MotoGP ed ha affidato a Davide Brivio il ruolo di team manager. Il 51enne italiano ha grande esperienza nella categoria dopo aver lavorato per molti anni in Yamaha e aver vinto molti titoli con Valentino Rossi. Da qualche anno non lavorava più ai box e per il suo ritorno ha deciso di abbracciare l’avventura con la casa di Hamamatsu.

Tornare nel Motomondiale per la Suzuki è un impegno importante dopo il momentaneo ritiro del 2011 e ci sarà molto da lavorare per cercare di diminuire il gap da Honda e Yamaha, ma anche da una Ducati sempre più competitiva e che per il 2015 sembra destinata a fare ulteriori progressi.

 

Davide Brivio spiega il progetto Suzuki

Il manager monzese ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ha spiegato i motivi che hanno spinto i giapponesi a lasciare la MotoGP nel 2011: “Mi sono reso conto che il loro ritiro del 2011 non era un addio. Se si rilegge il comunicato di allora lo si intuisce. È stato una sorta di voltar pagina e azzerare tutto, dalla struttura organizzativa alla moto, ridisegnata da un foglio bianco”. Ricordiamo infatti che la gestione sportiva era di impronta britannica e ora la Suzuki ha voluto intervenire in prima persona seguendo più da vicino il reparto corse: “Hanno deciso di controllare tutto in prima persona. Come è giusto che sia per una grande azienda. Hanno cercato un manager che incontrasse la loro fiducia e… hanno scelto me. Un grande onore e una sfida impegnativa. Perché quando si parte da zero è sempre una grande avventura, in ogni caso eccitante”.

Davide Brivio ha ulteriormente specificato in cosa consistono i cambiamenti effettuati dalla casa di Hamamatsu per il proprio rientro nel Motomondiale: “La gestione MotoGP è stata affidata alla Suzuki Italia, con cuoi collaboriamo per la fase logistica. Loro hanno affittato un capannone a Cambiago, alle porte di Milano. Ma oggi le MotoGP hanno bisogno di poco lavoro a casa. É soprattutto la base per i camion e per il magazzino ricambi”.

Come piloti non sono stati scelti nomi importanti, anche perché i top rider difficilmente avrebbero accettato una sfida di questo tipo lasciando moto più competitive. Prima di considerare la Suzuki un’ipotesi per la loro carriera intendono verificare quanto saprà essere competitiva. Saranno dunque gli spagnoli Aleix Espargaro (“Abbiamo scelto come prima guida Aleix Espargaro, che non è mai stato pilota ufficiale. Lui indirizzerà lo sviluppo”) e Maverick Viñales (“Mi ha impressionato l’anno scorso da debuttante Moto2 in Qatar. Da metà gara andava come i primi. E ha vinto quella dopo”) i piloti del team.

Infine Davide Brivio ha parlato di obiettivi evidenziano quanto siano ambizioni i giapponesi: “Sono stati più”aggressivi” di quanto anche io potessi pensare. Il responsabile del progetto, Satoru Terada, l’anno scorso a Valencia ha parlato di podio per il primo anno e lotta per il titolo in tre stagioni. Sarà dura, ma le corse si fanno pensando sempre di poter vincere. Altrimenti, meglio stare a casa…”.