MotoGP 2015: Valentino Rossi e gli altri sono pronti a rischiare?

(Getty Images)
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L’ex storico capotecnico di Dani Pedrosa, Mike Leitner, conosce come pochi altri il mondo della MotoGP. Negli undici anni di collaborazione in pista con lo spagnolo della Honda ha messo a segno due titoli mondiali nella classe 250 cc e 41 GP vinti, e a 52 anni ha ancora tanta carriera davanti. Come giudica il panorama attuale della MotoGP?

Qual è, tra i fuoriclasse dei giorni nostri, il pilota destinato a lasciare un segno nella storia del motociclismo sportivo? La parola all’esperto…

 

Mike Leitner guarda al fenomeno Marquez

 

“Quando immagino il pilota MotoGP perfetto, assomiglia decisamente a [Jorge] Lorenzo”, dice Leitner in un’intervista ai colleghi di Speedweek.com. “Direi proprio che il suo fisico è niente male”. Secondo Leitner, la sua altezza non è uno svantaggio… “Valentino Rossi afferma che i più piccoli sono agevolati – osserva – e non dico che le taglie più piccole non abbiano qualche vantaggio, per lo meno all’inizio. Ma i più piccoli non sono sempre e comunque avvantaggiati, come spesso si crede. Una statura come quella di Dani ha i suoi pro e i suoi contro”.

Detto questo, Leitner non ha dubbi che la stella del momento risponda al nome di Marc Marquez. “Ha portato nel campionato del mondo MotoGP uno stile di guida completamente diversa, ha ridefinito il concetto di rischio”, afferma. “E i detrattori di questo nuovo stile si sono a quanto pare ricreduti. Rossi ha rischiato di più nel 2014, così come Dani e Lorenzo. Oggi chi vuole vincere un gran premio deve rischiare come mai aveva fatto prima dell’era Marquez”.

Il punto è che Marquez non ha solo un talento eccezionale: è un pilota che lavora sodo, instancabilmente, e ha una voglia matta di vincere. “Devo ammettere che Marc è un genio”, chiosa Leitner. “E posso dirlo con coscienza di causa, avendolo seguito per due anni dall’interno del team Repsol”. “Si merita tanto di cappello. Chiunque desideri batterlo dovrà programmare tutto alla perfezione e non potrà permettersi il minimo errore”, conclude.