MotoGP, Guido Meda: “Se uno ha Valentino Rossi sui coglioni…”

Il 2015 è iniziato con l’agenda fitta di impegni per Guido Meda, lo storico giornalista e commentatore della MotoGP appena passato da Mediaset (dove era entrato nell’ormai lontano 1988) a Sky, che gli ha affidato il ruolo di vicedirettore dei motori.

In quella che è la sua prima intervista ufficiale da “casa” Sky, rilasciata a Nico Cereghini di Moto.it, Meda spiega le ragioni del “passaggio” alla nuova redazione: “per un appassionato come me”, dice, ” è una grande occasione e anche una sfida”, ma “mi porto dietro solo cose belle…”.

Tra queste spicca naturalmente la figura del Dottore. “Ho avuto la fortuna di raccontare le imprese di Valentino Rossi – dice Meda – , che è l’unica vera star italiana dello sport internazionale. Lui mette Welkom 2004, prima vittoria con la Yamaha, al top delle sue emozioni; a me è piaciuto commentare l’ultimo giro di Phillip Island dello stesso anno, con la volata vincente su Gibernau, e anche il sorpasso a Lorenzo nell’ultimo curvone di Barcellona nel 2009. Lì mi sono detto: che bello raccontare un fatto così figo!”.

Guido Meda (Getty Images)
Guido Meda e Valentino Rossi (Getty Images)

Amato e odiato come il Dottore

Il suo stile di telecronaca, oggetto di amore e odio da parte dei patiti delle due ruote, resterà (quasi) lo stesso. “Credo che come mi muovo sia abbastanza congeniale a Sky – osserva Meda – . Forse non sono allineato del tutto, ma ci sta. Non cambierò, ma in realtà qualcosa è già cambiato nel tempo. Sono maturato come persona, le due stagioni difficili di Rossi mi hanno insegnato a raccontare altro…”.

Quanto ai detrattori, “sono sempre gli stessi, li trovi sul gruppo di Facebook ‘Odio Valentino Rossi’. Se uno ha Rossi sui coglioni, è abbastanza normale che ci stia anch’io. Ogni posizione è legittima e si può essere dissenzienti, ma è utile ripetere che quella è una minoranza. E del resto la sindrome del ‘perché non piaccio a tutti?’ mi è passata da tempo”, conclude.