Dakar 2015: Matteo Casuccio sbaglia strada, arrestato e rilasciato dopo poche ore

Matteo Casuccio
Matteo Casuccio (foto Facebook)

Il pilota italiano di moto Matteo Casuccio e il pilota olandese di quad Kees Koolen sono stati momentaneamente arrestati dalla polizia cilena, dopo aver sbagliato strada nel percorso della Dakar e aver danneggiato il sito archeologico di Antofagasta. Il loro gesto non è stato intenzionale, hanno chiesto scusa e sono stati rilasciati, anche se non vengono esclusi provvedimenti nei loro confronti.

 

La disavventura nel deserto del pilota italiano

Dopo il fuoripista di giovedì scorso i due concorrenti, accompagnati dai rappresentanti della Dakar, sono stati ascoltati dalla polizia cilena e lasciati liberi dopo poche ore, in attesa di comparire davanti al tribunale. Per Matteo Casuccio l’accusa è di aver danneggiato un famoso sito archeologico nel deserto.

Sul suo profilo ufficiale Facebook il rider follonichese durante l’arresto aveva scritto: “Visto che da casa uno neanche immagina cosa possa essere una Dakar, nemmeno io finché non sono stato qui, vi racconto anche questa, così vi fate due risate… In questo momento sono in un auto della polizia Cilena, che mi sta portando alla centrale per una deposizione giurata. Sono stato prelevato direttamente al bivacco da uno squadrone di poliziotti alla presenza del ministro dei beni culturali in diretta TV cilena… accusa? Aver attraversato un sito archeologico durante la speciale – ha scritto Matteo Casuccio -. Qui dicesi sito archeologico: 4 sassi messi uno sopra l’altro in un mare di altri sassi. Da sapere che oggi ho visto sassi per 450 km consecutivi! Speriamo bene! Intanto sono ore di sonno perse… porca miseria!”.

 

Nell’errore di Matteo Casuccio e del pilota olandese non c’è stata nessuna intenzionalità e in un’intervista riportata da ‘Il Tirreno’ ha spiegato quanto successo: “In un tratto dove erano installate le segnalazioni, la carreggiata era ad una sola corsia, in mezzo alle delimitazioni poteva passare solamente o una moto o una macchina. Eravamo a fine giornata con i primi piloti della categoria auto che ci stavano raggiungendo, loro vanno forte e non si fermano – ha raccontato Casuccio -; abbiamo un segnalatore sul manubrio che ci indica l’arrivo delle auto e ci obbliga a lasciare loro strada ed io l’ho fatto nel più breve tempo possibile, in mezzo alla polvere, attraversando le bande gialle di delimitazione del percorso per qualche metro”, finendo così nel sito archeologico.