Nuova Ducati 1299 Panigale, sul circuito del Mugello è già da record!

Ducati 1299 Panigale
Ducati 1299 Panigale

Dopo la presentazione ufficiale all’Eicma 2014 la casa di Borgo Panigale ha testato sul circuito del Mugello la nuova Ducati 1299 Panigale, la supersportiva da 205 CV che sarà in vendita da fine febbraio al prezzo base di 20.990 euro. E nella prima prova su pista il tester Alessandro Valia ha segnato il tempo record di 1’55″300, un tempo davvero incredibile per una moto di serie.

 

La supersportiva di Borgo Panigale in vendita da febbraio 2015

La Ducati 1299 Panigale è spinta da un motore bicilindrico da 1285 cc con un rapporto alesaggio/corsa da 1,91 unico al mondo. La potenza è stata incrementata fino a 205 CV a 10.500 giri/minuto grazie al nuovo impianto di scarico, mentre la coppia è stata portata a 144,6 Nm a 8.750 giri/minuto.

Ma la nuova supersportiva non è solo potenza: infatti con l’esclusivo sistema di sospensioni semi-attive Öhlins Smart EC, che si interfaccia con la piattaforma inerziale Bosch, risponde in modo dinamico alle diverse condizioni della strada e della guida.

 

“Con la nuova Panigale mi aspettavo un aumento di performance, ma il risultato finale è andato ben oltre le aspettative – ha confessato Alessandro Valia, tester ufficiale della Ducati -. Non si tratta solo di sensazioni, ma di risultati concreti. In occasione del test con la 1299 S sul circuito del Mugello, infatti, sono riuscito a ottenere un best lap che ha stupito anche me: 1’55″3!”.

Ma la nuova Ducati 1299 Panigale vanta anche migliorie a livello di telaio e una nuova inclinazione del cannotto di sterzo che permettono di avere maggior grip al posteriore e un avantreno più stabile ed efficace soprattutto in curva.

“Inoltre, grazie al pacchetto di sospensioni Öhlins con sistema Smart EC, del quale fa parte anche l’utilissimo ammortizzatore di sterzo elettronico, la 1299 è in grado di passare dalle massime performance in pista a un utilizzo confortevole su strada – ha aggiunto Valia -, che consente di affrontare con la stessa naturalezza anche il viaggio di ritorno a Bologna, nonostante le asperità che caratterizzano il Passo del Giogo o della Futa.”