Pino Daniele, folle corsa in Suv a 280 km/h prima della morte

Pino Daniele
Pino Daniele (getty images)

La città di Napoli ha salutato per l’ultima volta il suo blues-man Pino Daniele, prima che la sua salma fosse sottoposta all’autopsia presso l’obitorio dell’Istituto di medicina legale del Policlino partenopeo. Intanto i carabinieri di Orbetello (Grosseto) avrebbero ricostruito quanto accaduto nelle ultime ore di vita del celebre cantautore.

Per salvare Pino Daniele a nulla è servita la sfrenata corsa da Magliano in Toscana all’ospedale Sant’Eugenio di Roma: per percorrere i 70 km di distanza il Suv guidato dalla compagna Amanda avrebbe impiegato appena 15 minuti, ad una velocità media di circa 280 km/h. Secondo le indagini la vettura entrava al casello di Civitavecchia alle 21:55 ed usciva al casello di Roma alle 22:10.

Il Suv con a bordo Pino Daniele era partito dalla Maremma alle 21:10, attraversando le strade interne ad alta velocità fino ad Albinia, entrando nell’Aurelia a Orbetello Scalo. Da qui la strada statale a quattro corsie verso Civitavecchia e quindi Roma.

Ma quando Pino Daniele è giunto in ospedale le sue condizioni erano ormai critiche. Secondo alcuni andare dalla Toscana alla capitale è stata un’autentica follia, ritenendo che il cantautore potesse essere salvato.

Tra queste persone l’ex moglie Fabiola Sciabbarrasi che al quotidiano ‘Il Mattino’ ha commentato: “Perché lo hanno portato a Roma? Portandolo al più vicino ospedale si sarebbe salvato? Stava già male, molto male, impossibile non accorgersene. Certo, io so benissimo quanto lui potesse essere ostinato, quanto potesse costringerci tutti a fare quello che voleva, ma anche un bambino sa che un cardiopatico come lui va portato in pronto soccorso appena si presenta una situazione a rischio. E che quella situazione fosse a rischio era evidente”.