MotoGP, Silvano Galbusera: “Valentino Rossi è vecchio solo sulla carta”

Dopo aver percorso la sua intera carriera nella classe regina con l’australiano Jeremy Burgess al suo fianco, al termine della stagione 2013 della MotoGP il nove volte campione del mondo Valentino Rossi ha cambiato “a sorpresa” il proprio capotecnico.

Il campione di Tavullia ha scelto senza troppi indugi Silvano Galbusera, l’ex direttore tecnico del team Yamaha SBK. I due hanno lavorato assieme nel 2010, quando Rossi ha provato due volte la YZF-R1 factory durante la riabilitazione dopo l’infortunio della gamba al Mugello. Come ha spiegato il Dottore, lui e Galbusera sono entrati subito in sintonia.

E i risultati lo dimostrano: nel 2014 Rossi ha messo a segno due vittorie, 13 podi e la sua prima pole position dopo quattro anni, portando a termine la sua stagione migliore dal 2009. Avendo firmato un nuovo contratto biennale con la Yamaha, il Dottore non esclude di poter conquistare nel 2015 il suo decimo titolo iridato. E secondo Galbusera non è affatto un obiettivo irrealistico.

Silvano Galbusera e Valentino Rossi (Getty Images)
Silvano Galbusera e Valentino Rossi (Getty Images)

Il sogno del 10° titolo mondiale

In un’intervista rilasciata qualche giorno fa ai colleghi di CicleWorld.com dal quartier generale della Yamaha Motor Racing a Gerno di Lesmo (MB), Galbusera ha raccontato la sua prima stagione “a tempo pieno” al fianco di Valentino Rossi nella MotoGP. “Per me, è stata una grande e straordinaria esperienza lavorare per la prima volta nella MotoGP, e con un fuoriclasse come Valentino – ha spiegato – . E’ stato un sogno che diventa realtà. All’inizio è stato un po’ complicato perché non avevo molta esperienza con la MotoGP, per cui durante i test invernali abbiamo cercato di imparare il più possibile. Ho cercato di recepire tutte le osservazioni di Valentino e di trovare il setting adeguato per la moto. Non è andata male. Un passo alla volta, abbiamo costruito un buon rapporto e raggiunto buoni risultati”.

Prima della stagione, molti dubitavano che Valentino potesse lottare ancora per il titolo, eppure il Dottore ha compiuto un grande passo avanti. Si aspettava un miglioramento del genere? “Certo – risponde Galbusera – perché avevamo pensato che cambiare tutto fosse per lui una buona scelta, ma nessuno sapeva se ciò sarebbe stato sufficiente a tener testa a Marc Marquez, Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa. Tutti sanno che il livello della MotoGP è molto alto. Durante gli ultimi tre o quattro anni, abbiamo visto molti piloti lottare per la vittoria. Dopo due anni con la Ducati e la prima stagione con la Yamaha, Valentino aveva qualche dubbio, ma in seguito ai test invernali ha dichiarato: ‘Possiamo toglierci la soddisfazione di lottare con Marquez e Jorge”.

Cosa è cambiato? Lo stile di guida di Valentino era piuttosto diverso. Lo era anche la sua mentalità? “Credo che il grande cambiamento per Valentino sia stato cercare di trovare una buona moto – afferma il capotecnico – . All’inizio del 2014 mi disse che l’ano prima non aveva mai percepito il pieno controllo della moto, e senza quella sensazione non poteva spingersi al limite. Abbiamo cercato di migliorare la M1 per dare a Valentino la ‘sua’ moto… Un passo alla volta abbiamo trovato un buon setting, e per lui è stato molto semplice e naturale misurarsi con i piloti più forti. Senza quella sensazione, però, sarebbe stato impossibile”.

Cosa c’è ancora da migliorare, sia nella moto che nella guida di Valentino, per ambire al prossimo titolo iridato? “Alla fine del 2014, abbiamo che la Honda aveva una marcia in più rispetto alla Yamaha. Siamo migliorati molto nel corso della stagione, ma dobbiamo fare un altro piccolo passo avanti per seguire la Honda, specialmente in frenata… Marquez si spinge al limite e riesce a guadagnare tempo in curva. Perché Valentino possa fare lo stesso, occorre migliorare la moto…”.

Un eterno campione

Valentino può migliorare ancora come pilota o sta facendo ogni cosa al massimo delle sue capacità? “Valentino è vecchio solo sulla carta – ribatte Galbusera – . A ogni corsa, a ogni test impara qualcosa in più e cerca di modificare il suo stile e raggiungere il risultato migliore. Per me, in questo momento Valentino è in ottima forma e ha in mente ben chiaro l’obiettivo di battere Marquez. Dobbiamo solo migliorare un po’ la nostra moto e dargli un’altra possibilità di avvicinarsi a Marquez”.

“Per me – conclude – Valentino è il pilota più forte in assoluto. Non cerca mai di ostentare le sue capacità. Lavoriamo assieme e cerchiamo di trovare un buon setting insieme. E’ come un pilota qualsiasi. Solo dopo la gara ti accorgi che c’è un mucchio di gente che vuole parlare con lui… Ha le idee  molto chiare e l’entusiasmo necessario per lottare con gli avversari più forti. Non potrei chiedere di meglio”.