MotoGP, Marc Marquez: “Alcune persone mi hanno frainteso”

Gli ultimi mesi del 2014 sono stati piuttosto movimentati per Marc Marquez. Il fuoriclasse della Honda ha ottenuto il suo secondo titolo MotoGP, ha vinto il Superprestigio e suscitato un vespaio di polemiche per via del suo “trasferimento” in Andorra al presunto scopo di pagare meno tasse. Lo spagnolo ha difeso in lacrime la sua scelta, dichiarando che almeno per il 2015 avrebbe continuato a pagare le imposte in Spagna.

In un’intervista ai colleghi di Speedweek.com, Marquez ricorda quei giorni difficili e ci fa scoprire la “sua” Cervera…

 

Marc Marquez (Getty Images)
Marc Marquez (Getty Images)

Il campione della Honda tra passato e futuro

Nell’ultimo scorcio del 2014 l’agenda di Marc Marquez è stata ricca di impegni. “Dopo il Superprestigio – racconta – ho festeggiato con la mia squadra e gli amici, ma senza fare troppo tardi. E la domenica successiva ho partecipato a una partita di calcio per la televisione spagnola. E’ stato molto divertente. Poi ci sono stati appuntamenti con gli sponsor, la Honda e il mio fan club. E in seguito ho avuto anche tempo per una piccola vacanza”. La successiva polemica sul “trasferimento” in Andorra ha fatto da detonatore alla tensione accumulata nei mesi precedenti…

Il 21enne spagnolo ha infatti deciso di lasciare Cervera, la cittadina dove è cresciuto e di cui conserva bellissimi ricordi. “Quando ero piccolo, stavo sempre in giro in bicicletta – dice – . C’erano anche delle piccole piste dove potevo andare in moto. Sono ricordi molto belli. Ancora oggi conservo le amicizie di allora. Ci incontriamo magari a Natale e andiamo insieme in un pub. Ma è difficile restare in contatto, perché durante l’anno sono sempre in viaggio. È sempre bello tornare”.

“Quando eravamo più piccoli – prosegue il quattro volte campione del mondo – io e mio fratello il sabato e la domenica giocavamo sempre a calcio sulla piazza… Oggi ci sono ovunque striscioni appesi con il numero 93. Tutto è cominciato nel 2010, quando ho vinto alcune gare e poi il titolo della 125 cc”.

Quanto è lontana la pista di allenamento di Rufea? “In auto ci vogliono circa 40 minuti – spiega Marquez – . A Cervera è possibile costruire un percorso difficile, perché è piena di grossi sassi. La pista è di un mio amico, quindi mi trovo molto bene”.

Purtroppo, la decisione di lasciare Cervera non è stata ben accolta da tutti. “Alcune persone mi hanno frainteso – dichiara Marquez – . Ho una casa in Andorra e risiederò lì, ma col tempo mi sposterò… Non starò sempre lì. Non so cosa accadrà in futuro. Voglio fare una prova. Cervera è un punto di riferimento importante, quindi non voglio allontanarmi troppo. Ma a volte uno ha bisogno anche di un po’ di libertà e di scoprire nuovi orizzonti. Casa mia dista appena un’ora e mezza da Cervera, quindi non sono emigrato…”.

“Alex mi accompagnerà per la formazione – conclude – . Se si trasferirà anche lui, non è ancora chiaro”.