MotoGP 2015, l’ultimo anno della Bridgestone prima dell’addio

Il 2015 sarà la settima e ultima stagione con la Bridgestone impegnata come fornitore ufficiale di pneumatici per la MotoGP. Dopo il rinnovo del contratto triennale con la Dorna, e un’ulteriore proroga di un anno, la Bridgestone uscirà di scena nel 2016 per lasciare spazio alla Michelin. Il coordinatore dell’attività di fornitura di Bridgestone Motorsport, Thomas Scholz, ha fatto un bilancio dell’esperienza nel Motomondiale con i colleghi di Speedweek.com, senza nascondere un pizzico di malinconia…

(Getty Images)
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La parola a Thomas Scholz

Negli ultimi anni i piloti della MotoGP si sono ripetutamente lamentati per l’inadeguatezza della offerta, chiedendo a gran voce una più ampia selezione di pneumatici.

“Naturalmente si possono sempre proporre soluzioni diverse”, dice a tale proposito Thomas Scholz, “ma, con i mezzi a nostra disposizione, nella stagione 2014 abbiamo trovato per l’anteriore un buon compromesso. Non si può dire che non sia stata una scelta azzeccata…”.

Un fattore fondamentale di cui spesso non si tiene conto, fa notare Scholz, è quello meteorologico. “Nel week-end di un GP le condizioni meteo spesso variano sensibilmente. A Silverstone, per esempio, siamo stati criticati il venerdì, mentre il sabato e la domenica ci hanno dato ragione. Logicamente, una più ampia gamma di soluzioni spesso può essere di aiuto. Ma dobbiamo arrangiarci con quello che abbiamo…”.

Al di là delle inevitabili polemiche, il tecnico Bridgestone assicura che “nell’ambito dei regolamenti in vigore, abbiamo sempre cercato di migliorare e imparare dai nostri errori. Il benessere e la sicurezza dei piloti erano e sono per noi un’assoluta priorità”. “Non abbiamo mai rinunciato ai nostri standard di qualità per abbassare i costi di produzione – aggiunge – . E continueremo lungo questa strada….”.

Dopo aver chiarito che la decisione di ritirarsi come un fornitore unico di pneumatici per la MotoGP è stata “una libera scelta del cda di Bridgestone”, Scholz – che lavora nel Gruppo da più di vent’anni – spiega che ora “stiamo cercando di trovare nuove mansioni per i dipendenti”. Anche se – conclude – “non sarà facile”.

Chissà che l’addio non sia solo un arrivederci…