MotoGP Yamaha, Hervé Poncharal: “Valentino Rossi e Jorge Lorenzo non sono E.T.”

Herve Poncharal (Getty Images)
Herve Poncharal (Getty Images)

Marc Márquez, Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa esercitano da anni una sorta di “monopolio” sul campionato del mondo classe MotoGP. Solo sei dei 54 podi in palio nel 2014 sono andati a un pilota diverso dai “fantastici quattro”. Il boss del team Tech3, Hervé Poncharal, è tuttavia convinto che nel corso della prossima stagione Pol Espargaró e Bradley Smith porteranno una ventata di novità nel sistema.

 

La sfida della prossima stagione

Secondo il manager francese, nel 2015 Espargaró e Smith si affermeranno stabilmente tra i primi cinque in classifica. “Pol è diventato sempre più forte dopo la pausa estiva – spiega Poncharal a colloquio con i colleghi di SPEEDWEEK.com – . Quest’anno in alcune gare è stato davvero sfortunato. Purtroppo, ogni volta avrebbe potuto portare a termine un’ottima prova, qualcosa è andato storto. Ma la preparazione di base e il suo “tatto” per la macchina sono molto buoni. A Le Mans, per esempio, ha mancato la vittoria solo per 4 secondi. Ma state sicuri nel 2015 si rifarà…”.

Quali sono esattamente gli obiettivi esatti di Espargaró e Smith per la prossima stagione? “I primi quattro piloti del Motomondiale sono a un livello molto alto, ma mi aspetto che Pol e Bradley riescano a mettersi in paro – risponde Poncharal – . Perlomeno si affermeranno stabilmente tra i primi cinque. So che non è un’impresa facile, perché i mitici quattro sono quasi imbattibili. Al 5° posto quest’anno si è piazzato un altro pilota veloce: Andrea Dovizioso con la sua Ducati. Ma neppure dei fuoriclasse come Valentino Rossi e Jorge Lorenzo sono E.T., bensì persone normali”.

La strategia è quella di puntare ai risultati, gara dopo gara. “Ora Pol e Bradley devono dimostrare al mondo intero che meritano di essere piloti factory – conclude Poncharal – . Per questo devono battere Vale, Jorge, Marc e Dani. So che l’obiettivo è ambizioso. Ma nascondersi dietro ai pretesti significa perdere in partenza. Si può mentire al mondo intero, ma quando ci si guarda allo specchio, la verità salta sempre fuori. E la verità è che nel 2015 dovrebbero affermarsi tra i primi cinque…”.